giovedì 3 settembre 2009

Chistian Bök, vocali e cristalli



Christian Bök (nato Christian Book, 1966, ma non voleva che lo si confondesse con la Bibbia!) è un poeta sperimentale e saggista canadese che si rifà alla lezione dell’Oulipo. Laureato in letteratura inglese, insegna all’Università di Calgary. Interessato alle esperienze della patafisica e delle avanguardie che in qualche modo ne sono state le eredi, alle quali ha dedicato un documentato (e un po’ noioso) saggio (‘Pataphysics. The poetic of an Imaginary Science, 1999), ha pubblicato alcune opere in versi e prosa. Bök si occupa anche di poesia visiva, poesia sonora e arte concettuale. Ha inoltre collaborato alla realizzazione di telefilm di fantascienza.

Eunoia

L’opera più nota di Bök è Eunoia (2001), che consta di due sezioni, Eunoia e Oiseau, che sono le parole più corte dell’inglese e del francese che contengono tutte le vocali. La prima sezione consiste di testi monovocalici. Ognuno dei cinque capitoli (intitolati rispettivamente A, E, I, O e U) utilizza solamente la vocale indicata dal titolo. Ad esempio riporto l’inizio di E:

Chapter E
For René Crevel

Enfettered, these sentences repress free speech. The text deletes selected letters. We see the revered exegete reject metred verse: the sestet, the tercet – even
les scènes elevées en grec. He rebels. He sets new precedents. He lets cleverness exceed decente levels. He eschews the esteemed genres, the expected themes – even les belles lettres en vers
. He prefers the perverse French esthetes: Verne, Péret, Genet, Perec – hence, he pens fervent screeds, then enters the street, where he sells these letterpress newsletters, three cents per sheet. He engenders perfect newness wherever we need fresh terms. (…)

Non contento della sola contrainte vocalica, Bök se n’è imposte altre, per le quali ogni capitolo si deve riferire all’arte della scrittura, deve contenere la descrizione di un banchetto, di una scena pastorale, di un viaggio nautico e di una corruzione sessuale. È inoltre evitato l’uso della Y.

La seconda sezione del libro, Oiseau, contiene un’eterogenea miscellanea di cose: And Sometimes, una lista di tutte le parole inglesi che non contengono vocali (c'è la Y), Voile, versione omofonica del celebre sonetto di Arthur Rimbaud dedicato alle vocali; W, scritto elegiaco in onore della lettera W, dedicato a Georges Perec; Emended Excess, un poema che impiega tutte le parole inglesi contenenti solo la lettera E non utilizzate nel capitolo E della prima sezione; Vowels, una serie di poesie in cui tutte le parole sono anagrammi di quelle che compongono la prima riga:

Loveless vessels
we row
solo love

we see
love solve loss
else we see
love sow woe

selves we woo
we lose
losses we levee
we owe

we sell
loose vows
so we love
less well

so low
so level


L’intero libro è consultabile (ma non copiabile) online sul sito dell’autore.

Eunoia è un termine del linguaggio medico che significa “pensar bene” e si riferisce allo stato di salute e benessere mentale. Bök ha impiegato sette anni per scrivere questo testo, leggendo per almeno cinque volte l’intero dizionario inglese e compilando lunghi elenchi di parole suddivise in base al numero e al tipo di vocali. La sua ambizione era di utilizzare tutti i termini monovocalici almeno una volta. Egli pensa che il suo libro “prova che ciascuna vocale possiede la propria personalità, e dimostra la flessibilità della lingua inglese”.

La fatica dell’autore è stata premiata: Eunoia è diventato un bestseller in Canada pur essendo un libro tutt’altro che facile. Esso è valso a Bök il prestigioso e redditizio Griffin Poetry Prize nel 2002.

Crystallography

Pubblicato nel 1994 e rivisto nel 2003, Crystallography è la prima opera di Bök. Nell’introduzione, l’autore spiega che il titolo della raccolta si riferisce sia alla scienza della cristallografia, sia a una nuova interpretazione dell’origine etimologica del termine, in quanto cristallo- significa “chiaro” [in realtà deriva dal greco krystallos che significa ghiaccio, NdR], mentre -grafia indica la scrittura. Così, una paraetimologia volontaria, peraltro ispirata dal padre della patafisica, Alfred Jarry, suggerisce che l’opera Crystallography sia un atto di lucida scrittura, che utilizza il linguaggio delle scienze geologiche per interpretare diversamente le poetiche del linguaggio retorico. Questa lucida scrittura non riguarda in sé la trasmissione trasparente di un messaggio, ma piuttosto l’esame esplorativo della propria struttura.

Il libro si colloca, nelle intenzioni dell’autore, all’intersezione tra poesia e scienza, cercando di esplorare le relazioni tra il linguaggio e i cristalli, considerando il linguaggio stesso come un cristallo, uno spazio nel quale le parti individuali, atomi del discorso, si dispongono in una struttura molecolare regolare. Bök afferma che “una parola è un elemento di un cristallo in formazione”, indicando che possa esistere uno spazio nel quale le parole possano risuonare come pura forma.

CRYSTALS

A crystal is an anatomic tesselation, a tridimensional
jigsaw puzzle in which every piece is the same shape.

A crystal assembles itself out of its own constituent
disarray: the puzzle puts itself together, each piece
falling as though by chance into its correct location.

A crystal is nothing more
than a breeze blowing sand
into the form of a castle
or a film played backwards
of a window being smashed.

A compound (word) dissolved in a liquid
supercooled under microgravitational
conditions precipitates out of solution
in (alphabetical) order to form crystals
whose structuralistic perfection rivals
the beauty of machine-tooled objects.

An archaeologist without any mineralogical
experience
might easily mistake a crystal
for the artificial product of a precision
technology

A word is a bit of crystal in formation.

CRISTALLI

Un cristallo è una tassellatura anatomica, un puzzle
tridimensionale nel quale ciascun pezzo è la stessa forma (*).

Un cristallo assembla se stesso dal suo proprio costitutivo
disordine: il puzzle si riunisce da solo, ciascun pezzo
che cade come per caso nel suo posto giusto.

Un cristallo non è nulla più
di sabbia mossa dal vento
a formare un castello
o un film proiettato al contrario
di una finestra fracassata.

Un (termine) composto sciolto in un liquido
super raffreddato in condizioni
microgravitazionali precipita dalla soluzione
in ordine (alfabetico) a formare cristalli
la cui perfezione strutturale sfida
la bellezza degli oggetti fatti a macchina.

Un archeologo senza alcuna esperienza
mineralogica
può facilmente confondere un cristallo
con il prodotto artificiale di una tecnologia
di precisione.

Una parola è un elemento di un cristallo in formazione

(*) Qui Bök riprende la teoria della molecola integrante che René-Just Haüy, uno dei padri della cristallografia, aveva formulato per giustificare le sue prime due leggi: ogni cristallo era costituito dalla ripetizione di un parallelepipedo elementare submicroscopico che manteneva le stesse caratteristiche geometriche del cristallo macroscopico (una legge di ricorsività frattale, insomma)

La raccolta è costituita da diverse forme poetiche, compresa la poesia visuale, così come da testi pseudostorici, diagrammi, carte geografiche, testi numerologici basati sulla lingua inglese.

I due poemi principali sono Geodes e Diamonds, ma assai carina ho trovato la poesia visuale Opal:
(L’opale è chimicamente una silice idrata: SiO2·H2O).

La sezione in prosa della raccolta si intitola Enantiomorphosis (a Natural History of Mirrors), ed è composta da falsi testi storici e da commenti a libri inventati che descrivono la storia del potere degli specchi (tema che, ricordo, era assai caro anche a Jorge Luis Borges). Ecco la mia traduzione del primo capitolo:

ENANTIOMORPHOSIS

I Catottriarchi (ca. 711-777), una setta slavonica di gnostici cristiani, professava l’Eresia Enantiomorfica, che sosteneva che tutta l’esistenza terrestre non era che una rapida riflessione in uno specchio rivelato nei giardini del Padre Celeste. I Catottriarchi esprimevano il loro contemptus mundi rifiutando di guardare il mondo senza che esso fosse riflesso da uno specchio, e ogni adepto della setta era facilmente identificato nella sua periscopica ossessione da un foglio d'argento che portava con sé in una mano e dal quale non staccava mai lo sguardo, anche quando cavalcava. I Catottriarchi si videro attribuire la falsa reputazione di narcisisti e furono perseguitati dal clero ufficiale di Costantinopoli. Poiché la scrittura speculare slavonica era completamente illeggibile, e perciò veniva spesso confusa con scritti satanici, i manoscritti redatti dai Catottriarchi furono quasi tutti distrutti dagli archivisti monastici, che bruciarono tali libri per la blasfemia del loro aspetto, non del loro contenuto.

René-Just Haüy (1743-1822), il cristallografo francese, catalogò nell’inventario della sua biblioteca scientifica un incunabolo ritenuto la trascrizione latina di un manoscritto redatto in origine da un Catottriarca. Il latino era cifrato da un anonimo monaco, che aveva scritto utilizzando un alfabeto ispirato dalle figure di diffrazione provocate da un raggio di sole che passa attraverso prismi di cristallo di rocca oppure lastre di vetro sovrapposte.

La Rivoluzione Francese vide la distruzione di questo libro nell’incendio della biblioteca di Haüy, quando gli incendiari impazzavano per le strade e bruciavano indiscriminatamente qualsiasi proprietà che potesse minimamente suggerire lo stile di vita di un aristocratico.

L’evidenza documentaria dei Catottriarchi oggi è costituita solamente dai frammentari marginalia dei diari privati scritti da Haüy dopo l’incendio, diari nei quali egli non solo riferisce a memoria gli aneddoti di cui sopra, ma ricostruisce anche il prismatico alfabeto del suo testo perduto.


14 commenti:

  1. Interessante post come sempre, Pop.
    Poesia-scienza commistione affascinante!
    Troppo bella la poesia visuale!:-)
    grazie,
    g

    RispondiElimina
  2. Anche Eco ha scritto sugli specchi, sto tentando di recuperarne la memoria ma credo che dovrò rileggerlo, forse. Per quanto riguarda Boek (eh!!) esagera, o è pazzo, anche per gli standard di certi blog ;-)
    Però ci sto prendendo gusto e ho trovato "The tedium is the message", merita un approfondimento, o sono pazzo anch'io :-D

    RispondiElimina
  3. Juhan, come hai scoperto il mio motto preferito, la frase che campeggia in esergo al documento programmatico di apertura di questo blog? Vuoi un altro tormentone?
    Sul recto di un foglio: COME TENERE OCCUPATO UN LEGHISTA - GIRARE ./.
    Sul verso del foglio: COME TENERE OCCUPATO UN LEGHISTA - GIRARE ./.

    RispondiElimina
  4. Christian Bök è un autore originale. E' anche un poeta orale che vanta il record mondiale di lettura rapida. Lo ha ottenuto leggendo a velocità supersonica l'opera "Ursonate" di Kurt Schwitters all'emittente radiofonica WFMU di New York. Ha inoltre eseguito senza impappinarsi altre composizioni fatte con linguaggi elaborati per diverse produzioni canadesi di fantascienza. Bök è anche giudice unico del Premio Fitzpatrick-O'Dinn di Letteratura Inglese con Costrizione Formale.

    Post interessante, Pop!

    RispondiElimina
  5. Eh eh, sento odore di Verbalia!

    RispondiElimina
  6. Scusa Pop, sto rivangando nei miei ricordi chimici, ma nell'opale sia il silicio +4
    che l'ossigeno -2 non sono i riferimenti di valenza?
    Quindi io l'avrei scritta in altro modo.
    Qui nei commenti però mi sa che non si può fare. Se non ti disturba te l'invio per mail come l'avrei scritta io insieme a una mia sul metano.
    Sì, ma qual è la tua mail?
    Se ti interessa inviamela alla mia, la trovi sul mio blog.
    ;)
    bye

    RispondiElimina
  7. A volte questi tuoi post mi intimoriscono addirittura.
    Rf

    RispondiElimina
  8. Paopasc, anch'io l'avrei scritta in modo più conforme alla formula di struttura. Comunque sono curioso di vedere la tua versione, al limite ce le confrontiamo: l'indirizzo lo trovi nel mio profilo. Ciao.

    RispondiElimina
  9. molto bello, intanto mi procuro un foglio da sottoporre ai miei amici leghisti (e ce ne sono, ce ne sono....)

    RispondiElimina
  10. Ma come, noi leghisti equiparati alle bionde? Rifatte o naturali? :)

    RispondiElimina
  11. Nautilus: sai che non amo i leghisti rifatti dal Berlusca. Preferisco quelli più nature, quelli che non dimenticano di avergli dato del mafioso, quelli che incontro per strada o ai seggi, insomma.

    RispondiElimina
  12. In realtà voglio farti i complimenti per il post su Bök (Eunoia in particolare), davvero interessante!

    RispondiElimina
  13. Buongiorno,
    ho messo questa poesia su un sito didattico sui cristalli, ovviamente con un link a questa pagina ed all'autore del post. Approfitto di questa comunicazione per complimentarmi con il padrone di casa di questo blog, davvero molto interessante.
    https://sites.google.com/site/cristallinclasse/letteratura/cristalli

    RispondiElimina