domenica 8 novembre 2009

Da Emily Dickinson a Platone



A science—so the Savants say

A science—so the Savants say,
"Comparative Anatomy"—
By which a single bone —
Is made a secret to unfold
Of some rare tenant of the mold,
Else perished in the stone—

So to the eye prospective led,
This meekest flower of the mead
Upon a winter's day,
Stands representative in gold
Of Rose and Lily, manifold,
And countless Butterfly!


Una scienza, così dicono i Sapienti

Una scienza – così dicono i Sapienti,
"Anatomia Comparata" –
per la quale un singolo osso –
è costretto a svelare un segreto
di qualche raro inquilino dello scavo –
Altrimenti scomparso nella pietra –

Così all'occhio la prospettiva condusse
questo timidissimo fiore del prato
in un giorno d'inverno,
dorata rappresentazione
di Rose e Gigli, molteplici,
e di innumerevoli Farfalle!

Emily Dickinson (1830-1886) è considerata la più grande poetessa americana. Incominciò a scrivere attorno al 1850, quando si rinchiuse nella sua camera, al piano superiore della casa avita, e non ne uscì che raramente. Si cimentò per tutta la sua vita con stili diversi e varie forme poetiche. Assai prolifica, scrisse più di milleottocento liriche, ma essendo assai schiva e solitaria, ne pubblicò in vita solo sei. La sua opera fu divulgata dopo la sua morte dalla sorella Lavinia, che pubblicò tre volumi tra il 1891 e il 1896. Il lavoro di rinvenimento dell’opera completa della Dickinson continuò per decenni e poté dirsi completato solo nel 1955.

Dalle lezioni di Edward Hitchcock, suo professore di scienze naturali, la poetessa era a conoscenza dei metodi grazie ai quali il paleontologo era in grado di ricostruire dalle poche ossa rinvenute lo scheletro di un animale preistorico. Secondo la Dickinson, le indagini della scienza possono rivelare i segreti della natura, ma basta un occhio capace di guardare in prospettiva futura per vedere in un semplice fiore, spuntato timidamente quando è ancora inverno, il preludio della rinascita primaverile. Alla scienza è necessaria anche la meraviglia.

La lettura di questa poesia mi ha ricordato un passo del Teeteto di Platone, in cui Socrate interroga il giovane matematico Teeteto su che cosa sia la conoscenza. Al dialogo partecipa anche il maestro di costui, il matematico Teodoro, discepolo a sua volta del sofista Protagora.

SOCRATE: (…) Dunque: niente, di per sé, è uno; e a niente si può attribuire una determinazione o una qualità: se lo si dice grande, apparirà anche piccolo, se pesante, leggero, e così per tutto, perché niente è uno, né ha precisa determinazione o qualità. Tutto ciò che noi diciamo che è, diviene perché muta luogo, si muove, si mescola con altro; e perciò non è corretto dire che è, perché niente mai è, ma sempre diviene. E su questo punto tutti i sapienti, ad eccezione di Parmenide, bisogna dire che concordano: Protagora, Eraclito, Empedocle e i poeti più grandi. (...)
TEETETO: Come dici?
SOCRATE: Seguiamo l'affermazione che niente in sé e per sé è uno. Nero e bianco e ogni altro colore, allora, ci appariranno generati dall'incontro degli occhi con qualcosa che si muove verso essi, e ciò che diciamo questo o quel colore non sarà né ciò che va verso gli occhi, né gli occhi, bensì qualcosa che si genera tra essi e che si genera in modo peculiare per ciascuno. O non vorrai sostenere che un colore si presenti a un cane o a un altro animale come si presenta a te?
TEETETO.: No, certo, per Zeus!
SOCRATE.: E c'è qualche cosa che appaia uguale a un altro uomo e a te? Sei convinto di questo? O, ancora meglio, sei convinto che neanche a te stesso una cosa appare la stessa, per il fatto che neppure tu sei mai uguale a te stesso? (...)
TEETETO: Per gli dèi, Socrate, io sono straordinariamente meravigliato da queste apparenze; anzi talora, se mi metto a pensarci, mi vengono le vertigini.
SOCRATE: È evidente che Teodoro non si è sbagliato a giudicare la tua natura. Quel che tu provi, l'essere pieno di meraviglia, è infatti proprio del filosofo. Sì, il principio della filosofia non è altro che questo, e chi ha detto che Iride è figlia di Taumante [il verbo greco thaumàzein significa “meravigliarsi”, NdR] non mi pare abbia sbagliato genealogia. Ma capisci ormai come questi problemi derivino dalle teorie di Protagora, o no?
TEETETO: Non ancora, mi sembra, Socrate. (...)
SOCRATE: Se tutto è come appare, la parola "essere" va eliminata, anche se noi stessi l'abbiamo usata, per abitudine o per ignoranza. Così dicono questi sapienti; non solo: ma nemmeno va usato "qualcosa" o "me" o "questo" né alcun'altra parola che indichi qualcosa di stabile. Vanno invece adoperate espressioni conformi alla natura delle cose, e cioè che si generano, si fanno, periscono, si alterano. Se uno infatti rende stabile qualcosa con la parola, si espone subito a essere confutato. (...) Allora, Teeteto, ti sembrano di tuo gusto queste cose?
TEETETO.: Non saprei, Socrate. Non so neanche se tu le pensi o voglia mettere alla prova me.
SOCRATE.: Ma caro, non ricordi che io non so? (...)

22 commenti:

  1. che *meraviglia* infatti, la Scienza....
    e anche associare la stupenda Dickinson con gli -stupendi- (vabbé, stupendi... ma anche, perché no! Grandi in eterno sì) Platone-Socrate !
    bravoo :)
    g

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  2. Popinga, io adddoro la Dickinson! c'è un sito con tutte le opere: http://www.emilydickinson.it
    Ciao :)
    Roberta

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  3. Pop, ma allora lo fai apposta: Emily Dickinson una delle mie poetesse preferite, la Scienza...beh sono un fisico, e Platone!

    Hai trovato delle intersezioni che catturano...

    Bello!

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  4. Ehi Pop, sapeva però Socrate, o meglio Platone, che forse nemmeno ciò che pensiamo è veramente tutto quello che pensiamo (essendo un collassamento unitario), e che solo una parte vince e viene a galla alla coscienza, lasciando il resto a disfarsi nei rivoli? Solo opponendo alla conoscenza unitaria (da me 'concentrata') una diffusa, che aggira l'ostacolo, noi progrediamo. Ma solo per trovare altri muri?
    Solo la poesia (burlesca) ce lo potrà dire!
    Che te lo dico a ffa? ormai lo sai che sei miticooo!(mi sa che per stimolarti devo cominciare a punzecchiarti, si si)

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  5. Giovanna, Roberta, Annarita: posso confessare di amare anch'io Emily? Rilancio l'invito di Roberta a visitare il sito italiano(che conoscevo) contenente l'opera completa della Dickinson in originale con traduzione.

    Peppe: grazie a te per i complimenti.

    Paopasc: non ti preoccupare di pungere, amo la pugna. Ne parlavo proprio ieri con Lacan e Schrödinger criticando Platone proprio a proposito del collassamento unitario e di quello della funzione d'onda. :-)

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  6. Accidenti, ma nessuno si è accorto che l'età di Popinga nelle Informazioni Personali da ieri è aumentata di un anno? :-(

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  7. Pop, scusa, scusa. Me ne accorgo solo adesso!!! Augurissimi e bacioni: smack!

    Da me si usa tirare le orecchie in senso augurale. Beccati una tiratina virtuale di orecchi, allora!

    Un ringraziamento a Roberta per la segnalazione del sito e anche a te per avere rilanciato...e mo' basta con tutti questi salamelecchi che mi sembro un bigné alla crema!

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  8. >> Popinga, puoi confessarlo? Devi, mica è un peccato! conosci qualcuno che li confessa mai quelli? ;)
    Stavo per mandarti questo commento, ma devo dire che con il tuo ultimo intervento non posso che ricredermi. :D

    Auguroni Popinga e complimenti per il blog.
    Roberta

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  9. Pop, da quando in qua fa piacere veder scattare un altro anno? Comunque, se era per gli auguri, bèccati gli auguri (sinceri): a un certo punto della nostra esistenza il trascorrere dei compleanni diventa una questione meramente contabile, non ha alcuna attinenza con la nostra vita (?)
    Consiglio da amico: attento a Lacan!
    ;)

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  10. Auguri ritardatari di felice genetliaco allora!

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  11. Paopasc: Lacan ha già sortito un effetto al solo citarne il nome: oggi sono caduto con lo scooter. Solo escoriazioni e contusioni, ma moto da rottamare. Per un amante non corrisposto della matematica, quale mi reputo, le metafore matematiche dell'innominabile sono decisamente fuori luogo, tediose, inconsistenti. Oggi scopro che portano pure sfiga. :-(

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  12. Torno ora dalla trincea. Tanti auguri. Scopro poi che Facebook ogni tanto (ma solo ogni tanto) serve a qualcosa. Oggi, da un gruppo che si chiama "La Mucca di Schrödinger" mi è arrivata la segnalazione di questo libro appena pubblicato: Numeri e poesia, Storia e storie di Ada Byron di Simona Poidomani, con le illustrazioni di Pia Valentinis, Editoriale Scienza, 96 pp., 12,00 €.
    Pare che Ada Byron, figlia di George Byron, fosse la prima "programmatrice" della storia e che la sua vita fosse "una sintesi di scienza e immaginazione, di numeri e poesia".
    Conosci la vicenda? Io non ne sapevo nulla e lo scrivo sul tuo blog perchè sono sicuro che anche Annarita e Giovanna potranno apprezzare.
    Ciao, Peppe.

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  13. Colapesce: tante volte qui manca la tua ironia surreale.

    Peppe: ne avevo letto qualcosa, ma, dato che non me lo ricordavo, diciamo che non lo sapevo. Farò dell'autoaggiornamento su Ada Byron. Anzi, se qualcuno di voi se la sente, potremmo scrivere un articolo collettivo. Intanto io ordino il libretto...

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  14. Grazie dell'informazione sul libro, Peppe. Me lo procurerò,...ma con un po' di calma perché ne ho altri da smaltire:(

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  15. Pop, volevo dirti che mi dispiace per la caduta con lo scooter. Pensavo di averlo scritto, ma i riflessi sono venuti meno...

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  16. Annarita: che carina! grazie. Questa è proprio sin-patia!

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  17. come sempre i tuoi post sono molto elaborati e profondi...
    Auguri per un buon nuovo anno in questo sapzio sublunare.
    Blas

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  18. Grazie, Blas. Auguri e complimenti sono energia positiva per la vita.

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  19. Senti Pop... tutto a posto? Non farci stare in pensiero, eh? :)
    Roberta

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  20. Roberta: ieri, a caldo, sono persino andato a lavorare. Oggi i dolori si fanno sentire e sono stato a casa. Ma non c'è nulla di preoccupante: solo botte da smaltire con antinfiammatori e riposo. Grazie per esserti interessata.

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  21. Allora auguroni caro il mio infortunato, per gli anni(ma che tristezza ) e per la schiena, ma almeno quella passa!

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