sabato 25 ottobre 2014

Binario morto



Come ero solito dire,
la rivoluzione capita difficilmente a quelli di una certa età, 
perchè hanno viaggiato 
sullo stesso vecchio binario troppo a lungo 
e così, quando lo scambio sornione arriva, 
loro perdono l'occasione
e prendono il binario sbagliato 
mentre l'allegro ultimo vagone svolazza via
e il conduttore del vapore non riconosce
gli slogan di un tempo
e i vecchi corrono sullo sperone rossiccio 
che termina nell'erba morta dove 
giacciono 
manifesti di Lenin e brande arrugginite 
e vecchie lame di rasoio e materassi ammuffiti 
e tessere del partito e Che Guevara
e la linea si interrompe 
proprio là, 
anche se le traversine proseguono per un po' 
e gli anziani dicono a se stessi
Bene, 
questo dev'essere il posto 
dove dovremmo distenderci, 
e lo fanno,
mentre il luminoso convoglio procede sbandando 
su un'alta 
collina, 
i suoi finestrini pieni di nuove bandiere e innamorati 
con fiori, 
i lunghi capelli fluenti 
e tutti loro che ridono e ondeggiano,
e sorridendo 
sussurrano l'un l'altro 
e scrutano e 
si chiedono che cosa 
sia 
quel cimitero dove finiscono i binari
con tutte quegli stracci rossi
e sogni
a brandelli.

Basata su una poesia di A CONEY ISLAND OF THE MIND di Lawrence Ferlinghetti, 1958