mercoledì 15 aprile 2015

Il convegno che mai si fece (Schouten, Cartan e Levi Civita)

Una delle manifestazioni culturali di punta promosse ogni anno dal regime fascista era il Convegno Volta, la cui prima edizione si tenne nel 1931 e che, ad anni alterni, si occupava di scienza. Al consesso, organizzato dall'Accademia d'Italia e programmato nel mese di ottobre, erano invitati scienziati italiani e stranieri tra i più prestigiosi nella loro disciplina. La prima edizione, che sanciva i progressi della fisica nucleare italiana, fu organizzata da Enrico Fermi e vide la partecipazione, tra gli altri, di Niels Bohr, Guglielmo Marconi, Marie Curie. Fu in quell'occasione che si risolse la confusione terminologica riguardante le particelle neutre, assegnando il termine neutrone alla sola particella neutra presente nel nucleo, mentre per quella più piccola ed evanescente Fermi propose il nome neutrino

Il Convegno Volta del 1938, dedicato all'Africa per celebrare i recenti fasti imperiali dell'Italia, si svolse subito dopo l'introduzione delle prime leggi razziali, quelle che il 5 settembre 1938 avevano decretato l’espulsione degli studenti ebrei dalle scuole italiane e la sospensione dal servizio di tutti gli insegnanti e dei liberi docenti ebrei. In realtà sul Convegno non vi furono effetti sostanziali derivanti dalla discriminazione per il semplice motivo che nessuno scienziato ebreo doveva partecipare. 

Nei primi mesi del 1939 si incominciò a organizzare il IX convegno, che doveva essere dedicato a un tema matematico, la geometria differenziale. Incominciarono a partire i primi inviti agli scienziati stranieri, naturalmente dopo aver verificato attentamente che non fossero membri della "razza ebraica". Destò ad esempio qualche dubbio il francese Cartan, che si chiamava Élie, ma si accertò che il nome giudaico era solo una coincidenza.  

Le risposte all'invito, diverse in base alle idee, al carattere e alla sensibilità degli invitati, furono varie. Il matematico olandese Jan Arnoldus Schouten (1883 - 1971), specialista di geometria differenziale e di calcolo tensoriale, professore a Delft, non usò mezze misure per far capire agli organizzatori che era stato un errore invitarlo: 
"Signori, non ho potuto rispondere immediatamente all'amichevole invito dell'Accademia Reale d'Italia a partecipare al Convegno Volta del 1939 perché volevo prima sapere se sarebbero stati invitati gli scienziati ebrei italiani e stranieri. Ho pertanto scritto personalmente al professor Severi. La sua risposta non lascia sfortunatamente alcun dubbio al riguardo. Mi vedo pertanto costretto a rifiutare il vostro amichevole invito. Vi invito tuttavia a non considerare questo rifiuto come un atto contro l'Italia: ho il più grande rispetto per la scienza italiana e i sentimenti più amichevoli per i colleghi italiani. Mi è però impossibile partecipare a un congresso sulla geometria differenziale dal quale saranno esclusi, per questioni razziali, degli intellettuali italiani e stranieri quali Tullio Levi Civita, Guido Fubini, Beniamino Segre, D. van Dantzig e Ludwig Berwald". 
La seconda risposta che qui ci interessa arrivò dalla Francia, da uno dei più grandi specialisti transalpini di geometria differenziale e di teoria dei gruppi di Lie: Élie Cartan (1869 - 1951). Con Schouten aveva pubblicato diversi articoli, e conosceva la lettera dell'olandese, che lo aveva inserito tra i destinatari per conoscenza. Dopo un po' di tempo decise di partecipare al Convegno, scrivendo al fascista Severi, unico matematico nell'Accademia d'Italia. Non è un caso che si rivolgesse direttamente a lui, perché i due si erano incontrati più volte. Insieme ad esempio avevano fatto parte della commissione che aveva assegnato le prime due medaglie Fields al Congresso di Oslo del 1936 (a Levi Civita era stata vietata la partecipazione per un’intervista rilasciata negli Stati Uniti che velatamente criticava il regime). 
"Ho l'onore di accusare il ricevimento dell'invito che mi avete fatto avere di partecipare al IX Convegno Volta che avrà luogo a Roma il prossimo ottobre. Sono molto onorato di questo invito e vi ringrazio. Parteciperò senza dubbio a questa manifestazione, salvo eventi imprevisti, e mi farà sicuramente molto piacere passare qualche giorno con i colleghi matematici di Roma". 
Non si trattava, come vedremo, di condivisione da parte di Cartan delle leggi razziali. La lettera del francese nascondeva in realtà un desiderio: poter incontrare Tullio Levi Civita. L'anno precedente l'italiano aveva inviato al francese un suo articolo, e Cartan gli aveva risposto con una lettera piuttosto lunga e più personale di quanto fosse sua abitudine scrivere. Eccone un brano: 
"Fubini, che ho visto recentemente [il matematico italiano di origine ebraica era transitato da Parigi prima di recarsi esule negli Stati Uniti], mi ha detto di numerosi nostri amici matematici italiani. È inutile dirvi quali siano i miei sentimenti. Spero che la signora Levi Civita e voi siate in buona salute e abbiate approfittato delle vacanze". 
Levi Civita, che aveva letto la lettera di Schouten perché era il secondo destinatario per conoscenza, rispose a Cartan dicendo: 
"[A voi vadano] Tutti i miei ringraziamenti per la simpatia che mi esprimete a seguito delle recenti manifestazioni antisemite. Fino ad ora non so nulla di ufficiale, ma ho già saputo abbastanza, o direi piuttosto troppo, dai giornali". 
Il IX Convegno Volta alla fine non si fece, perché il primo settembre era scoppiata la guerra e molti invitati dei paesi belligeranti erano impossibilitati a partecipare. Levi Civita morì alla fine del '41, ignorato dal mondo accademico italiano. La notizia della sua morte raggiunse Parigi solo nel luglio del 1942. Poiché era membro dell'Accademia di Francia, si decise di commemorarlo il 18 settembre, con un ricordo scritto proprio da Cartan. Anche in Francia erano entrate in vigore le leggi razziali, ma un ebreo morto si poteva pur ricordarlo: 
"Ma ciò che ha permesso alla fama del nostro confratello di uscire dal cerchio degli specialisti è il ruolo che ha giocato nella storia del calcolo differenziale assoluto, sono le numerose applicazioni che ne ha ottenuto". 
Dopo la guerra fu ritrovato il testo dell'intervento di Cartan previsto per il Convegno Volta: nell'introduzione era pieno di elogi per i lavori di Levi Civita.

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