sabato 22 novembre 2014

Sonetto svergognato

PHILOSOPHIE
Sonnet honteux 

L’anus profond de Dieu s’ouvre sur le Néant, 
Et, noir, s’épanouit sous la garde d’un ange. 
Assis au bord des cieux qui chantent sa louange, 
Dieu fait l’homme, excrément de son ventre géant. 

Pleins d’espoir, nous roulons vers le sphincter béant 
Notre bol primitif de lumière et de fange; 
Et, las de triturer l’indigeste mélange, 
Le Créateur pensif nous pousse en maugréant. 

Un être naît : salut ! Et l’homme fend l’espace 
Dans la rapidité d’une chute qui passe: 
Corps déjà disparu sitôt qu’il apparaît. 

C’est la Vie: on s’y jette, éperdu, puis on tombe; 
Et l’Orgue intestinal souffle un adieu distrait 
Sur ce vase de nuit qu’on appelle la tombe. 


FILOSOFIA
Sonetto svergognato 

L’ano profondo di Dio si apre sul Niente, 
e, nero, si schiude davanti a un angelo custode
Seduto sul bordo dei cieli che ne cantano la lode, 
Dio fa l’uomo, cacca di un ventre possente. 

Pieni di speranza corriamo allo sfintere beante 
il nostro primitivo bolo di luce e sozzura; 
e, stanco di triturare l'indigesta mistura, 
il Creatore pensoso ci spinge imprecante. 

Un essere nasce: ciao! E fende l'atmosfera 
con la rapidità d'una caduta passeggera: 
corpo già scomparso non appena è tratto. 

È la vita: ci si lancia, perduti, poi si piomba; 
e l'Organo intestinale suona un addio distratto 
su questo vaso da notte che chiamiamo la tomba. 

Edmond Haraucourt (1857 – 1941) pubblicò questo sonetto in La Légende des sexes, poëmes hystériqes et profanes, uscito nel 1882 sotto lo pseudonimo di Edmond de Chambley. Quest'opera di gioventù, scapigliata e irriverente, contrasta fortemente con quelle successive di Haraucourt, che sarebbe diventato una persona molto seria (direttore di musei, presidente della società degli autori) rimanendo un bravo poeta. Quando scrisse la sua Légende des sexes («Questo libro è l’epopea del basso ventre», dichiarò nella prefazione), era vicino ai decadentisti, e si definì come «poeta libertino della Terza Repubblica». Haraucourt fu autore anche del famoso «partir, c’est mourirun peu» e del Sonet Pointu molto esplicito sessualmente, che anticipò le calligrafie di Apollinaire.