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lunedì 1 aprile 2013

Lo scettico redento, una conversione


Il Signore sceglie cammini imperscrutabili e inattesi per farci sentire la Sua presenza. Così, improvvisa come l’ennesimo cambio di fede di Magdi Allam, è giunta la Lieta Novella che il noto scettico e razionalista Silvano Fuso ha intrapreso un nuovo cammino di Fede sulle orme del Pescatore d’uomini. Non solo: egli ha voluto farci conoscere la maturazione di questa scelta in un libro, dal significativo titolo “Lo scettico redento”, che esce domani per Ichthys, la prestigiosa editrice apologetica dei Padri Giacobbiani di Genova. 

Scrive l’Autore sul risvolto di copertina: “Con questo nuovo libro spero di dare il mio piccolo contributo per rendere la realtà in cui viviamo libera dall'oppressione della ragione e dalla prepotenza della scienza di cui vediamo ogni giorno le gravi conseguenze. La nostra società non ha bisogno di scienza e razionalità, ma di fantasticherie, fede cieca, dogmatismo, olismo e slanci irrazionali. Solo abbandonando le catene della ragione, l’uomo sarà finalmente libero e potrà dare un nuovo corso alla sua esistenza.” 

E’ un invito che molti atei e agnostici, scettici e increduli, in realtà infelici in questo mondo dominato dal demone dello scientismo, sono pronti ad accogliere. La scienza non ha risolto i problemi dell’Uomo, anzi, vana hybris, lo ha reso più solo e triste. Nella gabbia d’acciaio della modernità, da cui sono nati i totalitarismi, la bomba atomica e i lazziali, la ragione esercita un potere fatto di presunte leggi di natura, di formule matematiche, di limiti invalicabili che imprigionano lo Spirito dell’umanità, che invece anela a credere, a stupirsi, a meravigliarsi. In mano a una casta di falsi pastori, gli scienziati, abbiamo perso l’approccio olistico alla realtà, la fede nel Miracolo, la giusta intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente, minacciati dalle scie chimiche e dai vaccini. Così, i segnali che ci giungono da altri mondi, i cerchi nel grano, le guarigioni miracolose, gli Ufi, non sono colti come segni della scintilla divina che è in noi, ma vengono derisi, sbeffeggiati. Così, ci vengono imposti cibi pieni zeppi di OGM cattivi, inutili cure che arricchiscono le multinazionali del farmaco, fragole-pesce e microchip sottopelle per controllarci e dominarci. 

Immerso in questo vortice, incapace di fermarsi come vascello senza vele in balia delle correnti, anche l’Autore ha contribuito a costruire la stessa gabbia in cui un giorno si è accorto di vivere. Ma il Signore è buono, e sa perdonare. Forse stimolato dalla lettura di Maestri come Zichichi, Paolo Brosio e Messori, meditando sul pensiero di Illuminati come Giacobbo e Celentano, l’Autore ha trovato il coraggio di esaminare a fondo la propria Anima e, come Prandelli dopo Spagna-Italia, di ammettere i propri errori. 

Anche chi scrive, dopo aver vissuto esperienze mistiche ed essere ritornato da Orione con nuove sconvolgenti verità, ha visto la stessa luce e può solo consigliare la lettura di questo vero e proprio manuale di Salvezza.

Silvano Fuso
Lo scettico redento 
Prefazione di don Riccardo Seppia 
Ichthys, Genova 
XII + 273 pp. 
Prezzo € 8,50

lunedì 24 dicembre 2012

lunedì 12 novembre 2012

La naissance de l’Oulipo


L’Oulipo (Ouvroir de la Littérature Potentielle) fu fondata da Raymond Queneau e François Le Lionnais e una decina di altri letterati e matematici al ristorante Le vrai Gascon di Parigi il 24 novembre 1960 (22 As, giorno di St. Lautréamont, secondo il calendario ‘patafisico perpetuo). All'approssimarsi del cinquantaduesimo genetliaco della meritoria congrega, ho deciso di scrivere qualche verso celebrativo in francese, che l’amica Tania Sofia Lorandi, artista ed esperta ‘patafisica, ha riveduto e corretto a tal punto che la pa(ta)(ma)ternità dell’operina è attribuibile a entrambi. Qual è la contrainte? Beh, il fatto che l’abbia scritto in francese non vi sembra abbastanza? 

Cheval Parthénon 
reste à la maison 
et joue bien au Go 
avec le Queneau. 

Couteau à la main,
arrivait soudain 
une Reine Aztèque 
suivie de Perec. 

«Roubaud a la clé 
disait Le Lionnais 
pour gagner le lot 
contre le Queneau!» 

Perec se dit «Merdre! 
Pas envie de perdre : 
il faut écrire, quoi, 
Le Go, mode d’emploi?» 

«Nous en avons marre 
de ce jeu bizarre.
Quittons donc le Go, 
créons l’Oulipo» 

Cheval Parthénon, 
à Bens hennissons,
disons «Tout va bien, 
fous ces Oulipiens!»




martedì 31 luglio 2012

Centenario dell’austronautica


Alla presenza dell’Arciduca Francesco Ferdinando, il 31 luglio 1912, esattamente cento anni fa, dalla base rutena di Sanok veniva lanciato con un gigantesco cannone appositamente costruito il primo uomo nello spazio, il tenente Josef Fazekas. Iniziava l’era dell’austronautica. 

Le cronache del tempo riportano che le operazioni di sparo furono ostacolate da un forte temporale, ma la perizia balistica degli addetti al pezzo fece in modo che tutto andasse per il meglio. Il tenente Fazekas, l’eroico dragone di Debrecen, raggiunse una quota di 20 km e poi iniziò una rapidissima discesa direttamente sulla base. Un sistema di colossali tappeti elastici impedì che l’austronauta si sfracellasse al suolo, ma i continui rimbalzi fecero sì che poté toccare terra solo dopo 36 ore, frastornato e felice. Raccontò che la visione della Terra da quell’altezza era indimenticabile e, visto che c’era, segnalò allo Stato Maggiore un movimento sospetto di truppe russe al di là del confine. L’Arciduca lo nominò colonnello direttamente sul campo, prima di allontanarsi con l’ennesima contessina disponibile. 

Fazekas fu in seguito ricevuto a Corte dall'Imperatore Francesco Giuseppe, che gli assegnò un vitalizio e la contea di Svitto, dimenticando, forse per l’età avanzata, che gli Asburgo non possedevano più quei territori alpini dai tempi di Guglielmo Tell. 

Un secondo lancio era previsto per l’agosto 1914, ma il destino volle diversamente, per l’Arciduca, per l’Impero e per l’Europa intera. Il “Colonnello Volante”, il ”Nuovo Icaro dei Carpazi” sarebbe morto di spagnola nel 1918, all'età di soli 35 anni.


Con l’Austria–Ungheria, nel novembre 1918, scomparve anche l’effimera gloria di Fazekas e dell’appena nata scienza austronautica.

venerdì 20 luglio 2012

20 luglio: Perché non ci sono più viaggi sulla Luna?



¿Por qué no hay más viajes a la luna?

Cuando el bueno de Armstrong dio aquellos pasos
todos registramos cómo se movía
tosco / pesado / en un suelo blancuzco
¿o era de piedra pómez? ¿quién se acuerda?

Durante un rato estuvo cavillando
y la escafandra o como se llamase
impedía que viéramos sus ojos
pero juraría que su mirada era
de pereza o abulia.

Algo debió explicar a su regresso,
algo diferente al discurso de gloria
que le ordenaron pronunciar eufórico
entre medallas, flores vítores y guirnaldas.

Algo debió decir en privado a sus jefes,
algo importante inesperado.

Verbigracia / Cuando estaba allá arriba,
caminando como un zoombie en la Luna,
mi general mi coronel pensé en ustedes
y se me ocurrió no sé por qué
que debía matarlos con urgencia
uno a uno / dos a dos / etcétera.

O verbigracia dos / Cuando andaba allá / eroico,
pisando las feísimas arrugas del satélite,
imaginé que así debía ser la muerte
es decir el paisaje de la muerte.

O verbigracia tres / cuando estaba en Selene,
paseando por la nada como un imbécil,
setí el asco infinito de la ausencia del hombre
y me dije qué mierda estoy haciendo aquí.

Algo así debe haber confesado a sus jefes,
con su estrenada voz de robot disidente
y quizá por eso los dueños del poder
postergaron sine die los viajes a la Luna.



Perché non ci sono più viaggi sulla Luna?

Quando quel buon uomo di Armstrong fece quei passi,
tutti registrammo come si muoveva,
grossolano, pesante, su un terreno biancastro,
oppure era di pomice? Chi si ricorda?

Per un attimo stavo pensando
e lo scafandro, o come si chiama,
ci impediva di vedere i suoi occhi
ma giurerei che il suo sguardo era
di pigrizia o abulia.

Qualcosa ha dovuto spiegare al suo ritorno,
qualcosa di diverso dal discorso di gloria
che gli ordinarono di pronunciare euforico
tra medaglie, fiori festosi e ghirlande.

Qualcosa ha dovuto dire ai suoi capi,
qualcosa di importante inaspettato.

Cioè: quando ero lassù
camminando come uno zombie sulla Luna
mio generale, mio colonnello pensavo a voi
e mi venne l’idea non so perché
che dovevo uccidervi con urgenza
uno a uno, due a due, eccetera.

O cioè due: quando camminavo lassù, eroico,
calpestando le bruttissime rughe del satellite,
immaginai che così deve essere la morte,
vale a dire il paesaggio della morte.

O cioè tre: quando ero su Selene,
passeggiando per il nulla come un imbecille,
provai il disgusto infinito dell’assenza dell’uomo
e mi son detto che cazzo sto facendo qui.

Qualcosa di simile deve aver confessato ai suoi capi
con la sua voce straniata di robot dissidente
e forse per questo i detentori del potere
rinviarono sine die i viaggi sulla Luna.

                                                                                       (Mario Benedetti, 1920-2009)

domenica 1 aprile 2012

Allarme di un geologo americano: Lampedusa rischia il ribaltamento


L’isola di Lampedusa rischia di ribaltarsi nel mar Mediterraneo? L’inquietante quesito è stato sollevato da John T. Stockfisk, geologo dell’Illinois Unit of Marine Geology, di cui dirige il South West Institute of Mediterranean (SWIM). Illustrando i risultati di una campagna di ricerche sottomarine nell’area del Mediterraneo Centrale. Stockfisk ha affermato che l’isola, collocata sul ciglio della Fossa delle Pelagie, è posta su una piattaforma di rocce calcaree che è stata profondamente erosa in profondità dalle scie chimiche sottomarine e dalle correnti di torbida provocate dall’avvicinamento della zolla tettonica africana a quella europea. Di questa imponente azione erosiva sono testimonianza superficiale le falesie della costa settentrionale dell'isola, da Capo Ponente a Capo Grecale. Il precario equilibrio della piattaforma carbonatica di Lampedusa, “una torta appoggiata a metà sul bordo di un tavolo” secondo lo scienziato, è stato paragonato a quello tipico dell’isola di Guam nel Pacifico, che ha sta destando preoccupazione e contrasti negli Stati Uniti al punto da provocare le dichiarazioni allarmate del deputato repubblicano Hank Johnson.


L’attenzione del gruppo di ricerca è stata attirata da una serie di anomalie nel corso del rilevamento dei fondali con una strumentazione sonar ad alta definizione. Lungo la costa nord di Lampedusa, le tracce mostravano anomalie dovute a una sorta di eco, spiegabile solo con la presenza di un’enorme cavità sottomarina che interessa la piattaforma carbonatica della quale l’isola costituisce la parte emergente. Ulteriori rilevazioni con metodi dielettrici ad aberrazione inclinometrica hanno non solo confermato la presenza dell’enorme incavatura, ma hanno anche rilevato le possibili cause del preoccupante fenomeno. La zona è interessata infatti da continue frane sottomarine di materiale incoerente, che danno luogo a dense correnti di torbida in movimento verso i fondali, dalla straordinaria capacità erosiva. A queste si aggiungono valori straordinariamente elevati di monossido di diidrogeno, contenente in soluzione sali di cloro e sodio, magnesio, zolfo, calcio e tracce di altri oligoelementi. Il cloro, presente nella soluzione in una percentuale di circa 19 mg/l, deriva in gran parte, secondo Stockfisk, da una elevata presenza di scie chimiche sottomarine che serpeggiano tra i fondali, di probabile origine antropica. L’azione combinata del monossido di diidrogeno e dei sali disciolti accelera il processo erosivo alla base della piattaforma.

Stockfisk sostiene che un eccesso di popolazione sul versante più abitato dell’isola rischia di alterare l’equilibrio di forze sotterranee che mantiene in posizione orizzontale la piattaforma su cui essa poggia. Nello scenario peggiore prospettato, essa rischia di ribaltarsi nella vicina fossa marina. Egli ha pertanto invitato il governo italiano a limitare la popolazione dell’isola, adottando misure immediate per contenere l’afflusso di immigrati provenienti dalle vicine coste africane. Le dichiarazioni di Stockfisk sono state confermate dal professor Nicola Pesce, ordinario di geologia marina dell’Università di Messina, che avrebbe twittato un allarmato messaggio di questo tenore: “Se non si interviene presto, tra un anno o tra cento anni, Lampedusa affonderà nel Mediterraneo con effetti catastrofici”.

Intanto un deputato europeo. il socialista greco Ichtyon Aprilios, ha invitato la Commissione a verificare la stabilità di tutte le isole del Mediterraneo, in quanto il ribaltamento di una superficie anche di pochi chilometri quadrati può provocare uno tsunami così potente da devastare tutte le coste, da Gibilterra a Suez. La protezione civile tunisina è stata messa in allerta ed è stata vietata la pesca in tutto il Canale di Sicilia. Le autorità italiane per ora mantengono un imbarazzato silenzio difficile da interpretare, e i giornali italiani stranamente non riportano la notizia. L’annuncio del geologo americano alimenterà sicuramente le polemiche sollevate dall’arrivo di centinaia di profughi dalla vicina Africa e c’è chi è convinto che questa vera e propria censura serva a eludere le proteste della Lega Nord, oggi all’opposizione, che si è sempre battuta perché nessun clandestino arrivi sull’isola. Voci di corridoio nei palazzi romani sostengono che il Governo si pronuncerà non appena il premier Mario Monti sarà tornato dal suo viaggio in Estremo Oriente. Non è escluso che uno dei primi interventi di capitali cinesi nel nostro paese sia proprio destinato a un colossale progetto di consolidamento della piattaforma dell’isola.


Aggiornamento delle 22:30
Fabio Turone, anche lui dello SWIM, mi segnala le prime reazioni della stampa britannica. Da noi continua invece la congiura del silenzio:


mercoledì 5 ottobre 2011

Ricucire l’Italia

Volentieri rilancio un invito di civiltà.

Come si ricuce l’Italia? Un filo di decenza ci porta in piazza, sabato 8 ottobre, all’Arco della Pace (piazza Sempione) di Milano, a partire dalle 14.30, per reagire all’indignazione. Una grande manifestazione, nel cuore della città, per dare spazio a quanti, ago e filo in mano, vogliono un abito dignitoso per il paese.
Presenta
Luisella Costamagna
con un saluto del sindaco di Milano Giuliano Pisapia
e sul palco, con Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti
i giornalisti Marco Travaglio, Lirio Abbate, Claudio Fava, Michele Serra e Franco Siddi segretario Fnsi; i costituzionalisti Lorenza Carlassare e Valerio Onida, gli storici Paul Ginsborg e Salvatore Veca; gli ex magistrati Bruno Tinti e Giuliano Turone, che presenterà un brano dello spettacolo di teatro civile La diritta via, la Costituzione e Dante Alighieri senza distinzione di razza né lingua;
Ci saranno inoltre, la filosofa Roberta De Monticelli e il sociologo Marco Revelli, lo scrittore Corrado Stajano, Massimo Donadi per il comitato referendario, Stefano Pareglio, Elisabetta Rubini e Simona Peverelli per Libertà e Giustizia, Onorio Rosati per la Camera del lavoro di Milano , Carlo Smuraglia per l’Anpi. Nel corso della manifestazione sarà proiettato un contributo video di Moni Ovadia, che, nel rispetto della festività ebraica di Yom Kippur non sarà presente sul palco. 
Paolo Limonta dei Comitati X Milano, Emanuele Patti di Arci Milano, Assunta Sarlo per Usciamo dal Silenzio, Edda Boletti delle Girandole
Il bisogno di partecipazione e rappresentanza politica deve farsi largo nelle strutture sclerotizzate della politica del nostro Paese.
Libertà e Giustizia si riconosce nel MANIFESTO firmato da Gustavo ZAGREBELSKY e nato nel corso del seminario di studi a Poppi
“Noi proviamo scandalo per ciò che traspare dalle stanze del governo. Ma non è questo, forse, il peggio. Ci pare anche più gravemente offensivo del comune sentimento del pudore politico un Parlamento che, in maggioranza, continua a sostenerlo, al di là d’ogni dignità personale dei suoi membri che, per “non mollare” – come dicono –, sono disposti ad accecarsi di fronte alla lampante verità dei fatti e, con il voto, a trasformare il vero in falso e il falso in vero, e così non esitano a compromettere nel discredito, oltre a se stessi, anche le istituzioni parlamentari e, con esse, la stessa democrazia”.
Aderiscono alla manifestazione: Anpi Nazionale, Arci Milano, Camera del Lavoro di Milano, Circoli LeG, Comitati X Milano, Le Girandole, Articolo 21, Cgil nazionale

lunedì 2 maggio 2011

Contro il nucleare (1)

Ho ritrovato il materiale che preparai nel 1987, per la piccola associazione ambientalista di cui facevo parte, in occasione dei tre referendum che sancirono (si credeva per sempre) l’uscita del nostro paese dal nucleare. Si tratta di un volantino molto artigianale, che riproduco qui sotto, e di un dossier, un libretto di 28 pagine che finanziammo quasi interamente di tasca nostra, se si esclude il contributo di due coraggiosi inserzionisti, due commercianti della zona, e quello della Camera del Lavoro di San Giuliano Milanese, che ci concedeva l’utilizzo delle sue strutture per riunirci. Il volantino lo dattiloscrissi con la Olivetti Lettera 32 di mio padre, che conservo ancora come una reliquia, con un nastro che rigiravo periodicamente come si faceva allora per utilizzarlo al massimo. L’immagine fu inserita con un vero e proprio fotocopia e incolla (il copy and paste era inimmaginabile) e i titoli li scrissi con un grosso pennarello. Conservavo questi fogli come il ricordo di una vittoria, una delle poche del mio impegno politico e sociale, e mai avrei pensato che sarebbero tornati di strettissima attualità. Ci voleva Berlusconi e il sonno della ragione di gran parte degli italiani perché il mostro tornasse a farsi vivo. Ecco perché ho deciso di dedicare alla questione nucleare alcuni degli articoli che pubblicherò sul blog da qui alla data del referendum, sempre che non venga scippato, utilizzando anche quegli scritti di 24 anni fa. Lo farò nella migliore maniera di cui sono capace, da insegnante di scienze, cercando di evitare sia gli inutili tecnicismi sia le eccessive banalizzazioni, almeno ci spero. E’ un po’ il mio ritorno all’impegno civile diretto (con nuovi strumenti come internet), che, ora come allora, necessita del contributo e della discussione dei lettori.


venerdì 14 gennaio 2011

Carnevale della Matematica n. 33


In evidenza sui nostri schermi è oggi il Carnevale della Matematica n. 33, che torna ad essere ospitato dal sempre bravo Maurizio Codogno nel blog personale Notiziole di .mau.. Il tema di questo appuntamento è “il Calendario”, ma sono comunque presenti articoli che trattano di argomenti diversi, tra cui il mio La trisezione del quadrato.

Il livello e l’interesse degli articoli presentati è sempre elevato, anche per merito dei contributi di alcuni nuovi partecipanti.

Il prossimo mese il Carnevale sarà ospitato per la prima volta da Peppe Liberti, nel suo Rangle. Partecipate numerosi!

martedì 18 maggio 2010

Ricordo di Edoardo Sanguineti

Il poeta Edoardo Sanguineti è morto oggi a Genova all’età di 79 anni. Proprio in questi giorni sto rileggendo il testo della Lectio che Sanguineti tenne in occasione dei festeggiamenti per il novantunesimo compleanno di Pietro Ingrao, il 20 marzo 2006 a Roma. Si intitola Come si diventa materialisti storici? ed è una rivalutazione del marxismo:

“Nel momento niente offre una visione più matura, più ricca del marxismo che, mi pare, è ancora quella che spiega meglio a che punto siamo della storia umana, quali sono i temi fondamentali da affrontare e anche qual è la direzione verso la quale muoversi, che poi è la questione veramente radicale. Cioè: che fare.”

Al di là della suo talento poetico e ludolinguistico, di Sanguineti voglio proprio sottolineare l'impegno politico, il suo immergersi nel flusso della storia senza rimpianti per l'Empireo dei poeti. Le sue poesie di lotta, mai retoriche, e le sue prese di posizione pubbliche, spesso provocatorie e sempre documentatissime, sono la dimostrazione che la grandezza della poesia sta nel mondo e non fuori da esso.

PURGATORIO DE L'INFERNO, 10

questo è il gatto con gli stivali, questa è la pace di Barcellona
fra Carlo V e Clemente VII, è la locomotiva, è il pesco
fiorito, è il cavalluccio marino: ma se volti pagina, Alessandro,
ci vedi il denaro:
questi sono i satelliti di Giove, questa è l'autostrada
del Sole, è la lavagna quadrettata, è il primo volume dei
Poetae
Latini Aevi Carolini, sono le scarpe, sono le bugie, è la scuola di Atene, è il burro,
è una cartolina che mi è arrivata oggi dalla Finlandia, è il muscolo massetere,
è il parto: ma se volti foglio, Alessandro, ci vedi
il denaro:
e questo è il denaro,
e questi sono i generali con le loro mitragliatrici, e sono i cimiteri
con le loro tombe, e sono le casse di risparmio con le loro cassette
di sicurezza, e sono i libri di storia con le loro storie:
ma se volti il foglio, Alessandro, non ci vedi niente.

Il “Corriere della Sera” di oggi pubblica un articolo di Sanguineti (Homo ridens) sui meccanismi del comico, scritto in occasione di una rassegna che si è aperta nella sua città. Nel criticare la progressiva domesticazione della risata, che si accompagna all’imporsi di altre forme di dominio e narcotizzazione delle coscienze di questa fase storica, conclude con queste parole, che trovo adattissime a completare questo mio piccolo ricordo:

“Ogni seduttore sa bene che, per conquistare l’oggetto vivente del desiderio, si tratta, dosando bene le scelte, le situazioni, le dosi, di muoverlo al riso o al pianto. Chi si guarda dal politico che, come iena temibile, va barzellettando, si avvia, per questo stesso fatto, sulla lunga strada della libertà. Dai leoni non è difficilissimo guardarsi, per noi, poveri uomini, ma dalle volpi amene occorre prendere prontamente le distanze, con quell’onestà decorosa che giova al buon cittadino”.

venerdì 14 maggio 2010

Ode al Laser


Il 16 maggio 1960, cinquant’anni fa, Theodore Harold Maiman, fisico e ingegnere elettronico degli Hudghes Research Laboratories di Malibù (California), realizzò il primo laser funzionante. In realtà il laser ha molti padri, a partire da Albert Einstein che nel 1917 enunciò per primo il fenomeno dell’emissione stimolata, attraverso le ricerche di numerosi gruppi fisici in tutto il mondo tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso.

La ricorrenza è stata celebrata da molte organizzazioni e dai principali media scientifici. Segnalo ad esempio il numero monografico di maggio di Physics World Magazine, scaricabile gratuitamente (solo in questa occasione!) dal sito della rivista, oppure il focus di notizie dedicato alle prospettive del utilizzo del laser nel numero del 14 maggio di Science Magazine, la rivista cartacea e online dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS). Proprio oggi la pagina dell’AAAS su Facebook segnala una poesiola scherzosa che è possibile trovare sul sito di PhD Comics (la sigla sta per Piled Higher and Deeper!), il fumetto che Jorge Cham, oggi ricercatore al Caltech, dedica alla vita universitaria (o alla sua mancanza). Ho provato ad adattarla nella lingua di Dante:

Questa settimana il laser ne fa cinquanta:
un importante ricorrenza per davvero!
Ma chi sviluppò questa tecnica che incanta?
La risposta è ancora avvolta nel mistero…

Fu forse Ted Maiman che con un rubino
costruì il primo laser funzionante?
O Townes e Schawlow che un mattino
scrissero l’articolo determinante?

O Basov e Prokhorov che alacremente
faticarono nell’accademica oscurità?
O fu Gordon Gould (eventualmente)
che ebbe poi brevetti e celebrità?

Forse dovremmo Einstein ringraziare
di aver avuto l’originale intuizione:
“Un’alba splendida si sta per levare”
scrisse scoprendo la stimolata emissione.

Raggi monocromatici e meravigliosi
di luce coerente in fase e frequenza,
la gente crede che la vostra apoteosi
siano le spade luminose della fantascienza,

invece voi ci siete nella vita d'ogni dì,
dai codici a barre ai puntatori ai DVD.
Si dice che il vostro contributo senza pari
sia studiare le stelle e le strutture molecolari,

ma poiché tutto nelle telecomunicazioni
è collegato da fibre ottiche e riflessioni
è meglio non scordare che ci siete:
senza laser, non ci sarebbe la rete!



giovedì 18 marzo 2010

Guardate la data!

Sguinzagliati dal clerico-affarismo del signor B., i negazionisti di tutto, i granzotti servili, i necromantici sallusti, i paragoni incomparabili, insomma i cagnolini fedeli di molti padroni, ancora si fanno sentire su Il giornale, Libero e Il Foglio. Se nevica a Milano dicono che l'effetto serra non esiste e che il riscaldamento globale è un complotto comunista. Eppure certe cose si sanno da un bel po'. Il trafiletto è tratto da Popular Mechanix dell'agosto 1953, cinquantasette anni fa.


domenica 14 marzo 2010

Carnevale della Matematica n. 23

Benvenuti ad un Carnevale della Matematica ricchissimo di contributi, perché questo mese coincide con il Pi day e con il (131°) compleanno di Albert Einstein. E sì che il 23 a prima vista non sembra un numero particolarmente importante e la sua fama sia controversa: a Roma è considerato un numero propizio, ma per la smorfia napoletana è o’scemo e nel linguaggio dei sordi vuol dire stupido. D’altra parte un limerick di autore sconosciuto ce lo descrive come un fannullone:

C’era un numero di Sestri Ponente
che non faceva mai proprio niente.
Se ne stava ad oziare
sulla riva del mare
quel 23 indolente di Sestri nolente.

23 è il nono numero primo, ed è anche il più piccolo primo dispari a non essere un primo gemello, cioè un numero primo che differisce di 2 da un altro numero primo. Le coppie iniziali di numeri primi gemelli sono:

(3, 5), (5, 7), (11, 13), (17, 19), (29, 31), (41, 43), …

che, come si vede, lasciano il nostro 23 solo come un cane. Il nostro protagonista non brilla neanche in altre parti della teoria dei numeri: come primo fattoriale (un numero primo che differisce di 1 da un fattoriale), è quinto, dopo 2, 3, 5, 7, infatti 23 = 4! – 1; come numero di Woodall è terzo, dopo l’1 e il 7, perché soddisfa la definizione di Wn = n ∙ 2n per n = 3.

Proseguo la rassegna e guardo come il 23 si comporta da primo di Sophie Germain, cioè vado a vedere se (2 ∙ 23) + 1 è un numero primo. In effetti viene 47, che è primo, ma noto con rammarico che qui il 23 è preceduto da 2, 3, 5 e 11. Come numero primo sicuro lo trovo quarto, perché 23 = (2 ∙ 11) + 1 e 11 è un numero primo.

Lo trovo come primo di Eisenstein ancora al quinto posto, senza parte immaginaria e con parte reale nella forma 3n – 1 (in questo caso n = 8). Il nostro 23 sembra qui intrappolato in un piano complesso dalle maglie triangolari.

Dispero di trovarlo nella serie dei numeri fortunati. E infatti non c’è. Insomma, in un cerchio di prigionieri giudei in attesa di esecuzione da parte delle truppe romane, chi occupava il posto 23 non si è certo salvato. C’è invece due volte tra i primi di Fortune, che prendono il nome dall’antropologo neozelandese Reo Fortune che li congetturò. Consideriamo il prodotto P dei primi n numeri primi (mi dicono di chiamarlo primoriale). Fortune congetturò che se q è il più piccolo numero primo maggiore di P +1, allora q– P è primo. Ad esempio, se n è 3, P vale 2 . 3 . 5 = 30, q = 37, e q – P é il numero primo 7. Se n è 4, P vale 2 . 3 . 5 . 7 = 210, q = 223, e q – P é il numero primo 13. Se n è 5, P vale 2 .3 . 5 . 7 .11 = 2310, q = 2233, e q – P é il numero primo 23. I numeri iniziali di Fortune così ricavati sono

3, 5, 7, 13, 23, 17, 19, 23, 37, 61, 67, 61, …

La congettura di Fortune è finora stata verificata per un migliaio valori di n. Non so se sia vero, ma, secondo un amico, Fortune fece una brutta fine:

There was an anthropologist named Fortune
Who conjectured on primes on a high dune:
He stood in that desert land
‘til he was buried by sand.
MisFortune was the headline of the Tribune.

Ritorno al nostro 23 interessandomi ai primi di Pillai, che mi colpiscono innanzitutto per il secondo nome del matematico indiano che li ha esplorati (Subbayya Sivasankaranarayana Pillai). Un primo di Pillai è un numero primo p per il quale esiste un numero intero positivo n tale che n!+1 è un multiplo di p e p non è multiplo di n+1. Siccome 14! + 1 è un multiplo di 23 ma 23 non è un multiplo di 14 + 1, allora 23 è un primo di Pillai, e (wow!) è il primo della serie:

23, 29, 59, 61, 67, 71, 79, 83, 109, 137, 139, 149, 193, ...

Continuo a cercare e scopro anche che la somma dei primi 23 numeri primi è 874, che è divisibile per 23, una proprietà condivisa da pochissimi altri numeri. E il 23 è anche uno dei due interi che non può essere espresso come somma di meno di nove cubi di interi (l’altro è il 239). Infine 23 è il più piccolo numero primo dispari ad avere più soluzioni per l’equazione x – φ(x) = n, dove φ è la funzione toziente di Eulero. Insomma, almeno alla fine, il nostro ospite qualche piccolissima soddisfazione ce la dà.

E poi, e poi un appassionato di matematica dovrebbe ricordare anche l’intervento di David Hilbert al secondo Congresso Internazionale dei matematici tenutosi a Parigi nel 1900, nel quale il grande matematico tedesco prese in rassegna le tendenze di base della ricerca matematica alla fine del XIX secolo e indicò i 23 (ventitré!) problemi da risolvere che secondo lui meritavano l’impegno degli esperti nel secolo che si era appena aperto. Grazie al prestigio di Hilbert, questi problemi furono affrontati con impegno dai matematici, e molti di essi furono risolti quasi subito, magari scoprendo che andavano impostati diversamente. Alcuni, tuttavia, lo sono stati solo molto recentemente, e altri continuano tuttora a sfidarci. Dicono che all’ultimo momento Hilbert volesse parlare di un ventiquattresimo problema, ma non fece in tempo a inserirlo nel documento che consegnò agli organizzatori. Egoisticamente, come curatore di questo Carnevale n. 23, dovrei dire per fortuna.

Hilbert è il protagonista di un clerihew del matematico inglese Jonathan Partington, che ha giocato sulla sua quasi omonimia con un librettista di operette comiche famoso nel mondo anglosassone:

David Hilbert
Was often mistaken for Gilbert.
"I did NOT write Trial by Jury!"
He would say, in a fury.

Partington ha scritto anche un buffo clerihew sulla macchina di Turing che voglio citare anche se vado fuori tema:

Alan Turing
Needed reassuring
That a Turing machine made of papyrus
Was immune to almost every virus.

Fuori dalla matematica, ricordo che i gameti umani hanno 23 cromosomi e che 23 è il numero atomico del vanadio. Fuori dalle scienze, in campo letterario, come tacere che il nostro ospite entra nel titolo di uno dei capolavori di Beppe Fenoglio, I ventitré giorni della città di Alba?

Ma temo di essermi troppo dilungato, e una tomografia del cervello dei miei lettori potrebbe rivelare preoccupanti sintomi di impazienza:
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Passo perciò ad illustrare i contributi giuntimi, in ordine di arrivo.

Dioniso, che insiste a chiamare Blogghetto un blog di tutto rispetto e Dulcinea la sua bici, è stato il primo a inviare il proprio contributo, che prosegue una panoramica sulla storia della matematica intrapresa da tempo. Il protagonista di questo articolo, dal titolo Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 16: il basso medioevo in Europa: Gerberto di Aurillac, Logica e Filosofia scolastica, è Gerberto di Aurillac (ca. 940 – 1003), che fu probabilmente il primo ad insegnare l'uso delle cifre indo-arabiche nell'Europa cristiana. Dioniso fa anche notare come i pochi progressi degli inizi del nuovo millennio nell'Europa cristiana, piuttosto che nel campo della matematica, avvennero soprattutto nell'ambito della logica.

Peppe Liberti, sul suo Rangle, ci segnala tre articoli. Nel primo, Gioca con Diofanto ma ... , partendo dall’equazione diofantea, arriva ad illustrare un metodo per trovare sequenze di interi consecutivi i cui quadrati, sommati, obbediscano ad una relazione simile a quella della terna pitagorica. Devo ricordare che questo articolo è stato scritto appositamente per il Carnevale, nel timore che gli scagliassi contro uno dei miei limerick, che però gli è arrivato lo stesso.
In Prede e predatori Peppe si occupa delle dinamiche della popolazione dei vampiri con l’aiuto del modello preda–predatore di Lotka–Volterra, argomento che sviluppa ulteriormente con il modello Kermack–McKendrick per la diffusione delle epidemie in Modelli matematici e pubblicazioni da strapazzo, dove giustamente si indigna perché talvolta viene data ospitalità in sedi prestigiose a preprint di dubbio valore scientifico.

Anche Zar, che su Gli studenti di oggi è uno dei pochi ad usare talora il buon vecchio metodo dialogico per illustrare concetti matematici, contribuisce al Carnevale con tre articoli. Nel primo, Il teorema dello pseudo Scoto, prendendo spunto da una striscia di xkcd, ci parla di un teorema per il quale partendo da una contraddizione si può dimostrare qualunque affermazione – che, dico io, è una buona descrizione della politica italiana di oggi.
Ne Il dugongo Zar si lascia andare ai ricordi di gioventù, trattando di fumetti d’avventura, di un disegnatore che ha amato, di ingegneri e proporzioni. Questo articolo mi porta alla mente una filastrocca che soleva canticchiare lo scrittore Elia Spallanzani quando era indeciso se esistere o meno:

Un dugongo, se fatto di pongo,
lo scompongo e lo ricompongo,
ma se dispongo di un duguongo
c’è uno iato o c’è un dittongo?

L’ultimo contributo di Zar si intitola Numeri che fanno girare la testa e tratta, ancora con riferimento a xkcd, della congettura di Collatz e di numeri giganteschi utilizzati in qualche dimostrazione, con una meritoria sottolineatura della differenza tra dimostrazione e verifica.

Maurizio Epifani di Ai margini manda cinque articoli. Vacci piano, se sei complesso è un ottimo esempio di calcolo scellerato, un'esposizione del paradosso di Bernoulli-Leibniz che si conclude con la dimostrazione (fallace) che l'arcotangente di 1 vale zero e non π/4!
Il teorema di Viviani esamina invece una proprietà dei punti del triangolo equilatero, cioè che un qualsiasi punto P preso all’interno o su uno dei suoi lati è tale che la somma delle sue distanze dai lati è uguale all’altezza del triangolo.
Ne Il teorema di Tolomeo Maurizio si occupa con diversi approcci di un teorema contenuto nell’Almagesto che riguarda una proprietà dei quadrilateri ciclici, generalizzazione del teorema di Pitagora.
Di un altro esempio di fallacia si occupa Tutti i numeri interi sono uguali a 1: dall'espressione della somma dei primi n interi positivi è possibile concludere che n = 1 (qui ci vorrebbe un punto esclamativo che non metto per non fare confusione con il fattoriale).
Il quinto e ultimo link ad Ai Margini invia a Il teorema della farfalla, che parla di una proprietà del punto medio delle corde di una circonferenza, un teorema schivato dai testi scolastici, probabilmente a causa della sua non agevole dimostrazione.

Gravità Zero manda per questo Carnevale n. 278 un bell’articolo di Claudio Pasqua sul sistema di numerazione adottato su Pandora, che naturalmente dipende dal numero di dita delle due mani dello smilzo popolo Na'vi: Avatar: su Pandora si conta in ottale.
Walter Caputo è invece l’autore di La matematica del Data mining fra economia e scienza, che illustra i vantaggi di questo innovativo processo statistico di “scavo nei database” per scoprire regolarità o relazioni non note a priori che possono essere di importanza fondamentale in campo aziendale o nella ricerca scientifica.
Un particolare gruppo musicale è infine l’argomento dell’articolo Spiraleggiando di Carlo Ferri, che ci parla dei californiani Tool, il cui album “Lateralus” (2001) è pieno di riferimenti matematici, dalle canzoni Parabol e Parabola fino alla stessa Lateralus che è inspirata dall'opera di Leonardo Pisano. Il messaggio dei Tool è che la vita va vissuta come se cavalcassimo una spirale di Fibonacci, senza paraocchi, “separando il corpo dalla mente” per poter rompere gli schemi della nostra individualità. Insomma:

Vivere senza lacci e legacci
sulla spirale di Fibonacci,
oziare e giocare tutto il dì
tanto al resto pensa phi.
Salutarsi con baci e abbracci
quando andiamo via da lì.

.mau., venerato fondatore, manda al Carnevale nove contributi comparsi su Notiziole di .mau.. Innanzitutto una riflessione per spiegare che cosa si intende per induzione in campo matematico, che è stato necessario suddividere in due articoli, nel secondo dei quali segnalo un interessante paradosso sul colore dei cavalli. Ecco i link: L'induzione matematica (1/2) e L'induzione matematica (2/2). Sempre sullo stesso argomento, Fibonacci e l'induzione affronta un teorema sui numeri di Fibonacci dimostrabile con l'induzione.
Matematica in camicia nera è invece la recensione di un libro sulle storie personali dei matematici italiani fra l’inizio del secolo scorso e il 1940, in cui non manca la constatazione che ipocrisia e conformismo, antichi vizi nostrani, non risparmiano i matematici.
Il quinto articolo, Il petrolio come i salmoni!, è un commento su come certa stampa ha affrontato le notizie sul recente disastro ambientale del Lambro e del Po: la battaglia delle cifre e una marea nera che risale il fiume verso la sorgente!
Sempre in tema ambientale, si parla di polveri sottili in Il PM10 è davvero diminuito?, osservando come negli ultimi 15 anni il particolato a Milano è rimasto più o meno costante, ad onta di certe dichiarazioni ufficiali: poi si può discutere perché capita così.
Il maltrattamento della matematica è commentato anche in Mi si è ristretta la macchina!, dove un salone dell’automobile sembra si possa ospitare in un appartamento, Far di conto no. Leggere e scrivere, boh, che mette in risalto la confusione che si fa tra analfabetismo matematico (spesso di ritorno) e discalculia, La pressione fiscale è salita? Boh, che evidenzia come i dati macroeconomici possano essere “tirati per la giacchetta” secondo le convenienze di parte, e Quello che i titoli non dicono, che mostra come si può barare con la matematica anche scrivendo informazioni assolutamente corrette.
Sempre .mau. vuole farci conoscere due citazioni di Steven Strogatz riportate sul suo tumblr Ritagli di .mau.: il primo sulla paura del segno meno e il secondo sulla ricerca delle radici.

Questo Carnevale è l'occasione buona per dedicare al nostro .mau. un limerick che avevo scritto tempo fa e che mi sembra ben si adatti a celebrare un certo evento che lo ha riguardato:

Grande fu l’importanza degli eventi
al reparto maternità dei segmenti.
Ebbero infatti i natali
tre gemelli, tutti uguali.
Corresse il pediatra: “Congruenti”.

Gianluigi Filippelli, che è un appassionato di fumetti, in qualità di “rappresentante eletto” del sito di fumetto e arte Lo Spazio Bianco, invia il collegamento che porta a Ultima lezione a Gottinga, in cui Daniele Occhicone recensisce dal punto di vista fumettistico la graphic novel sugli infiniti di Cantor e intervista l’autore, Davide Osenda.

Nei panni più consueti di curatore di Scienze Backstage, Gianluigi Filippelli commenta Ultima lezione a Gottinga da un punto di vista decisamente matematico, dato che ci parla del primo problema indicato da Hilbert, quello dell’ipotesi del continuo.
Il suo secondo articolo è Valutazione matematica dei disastri naturali, che ci informa su un modello sviluppato da ricercatori spagnoli che cerca di fornire una valutazione in tempo reale dei danni dei disastri naturali in modo da scegliere gli interventi più consoni.
Da ignorantone in matematica con nonni modenesi credevo che Il teorema di Noether discutesse di portici e nebbie e tigelle di nueter (“noi”), o al massimo di un metodo per calcolare l’altezza della Ghirlandina (m. 86,12). Invece si tratta di un articolo su un teorema importante per la fisica, frutto dell'ingegno di una grande matematica tedesca.
Anche Le donne del laplaciano parla dell’altra metà del cielo (si può citare Mao?): il laplaciano, nome dalle vaghe assonanze geologiche, è l’operatore differenziale del secondo ordine spiritosamente preso dalle organizzatrici per dare il titolo al congresso di matematica che si terrà dal 3 al 6 maggio a Monopoli. L’articolo contiene anche una breve presentazione dei pezzi più interessanti comparsi in occasione del 63° Carnival of Mathematics dei nostri cugini di lingua inglese.
L’ultimo contributo da Scienze Backstage, è LaTeXsperiment: distribuzione di Bose-Einstein, che Gianluigi definisce “un piccolo delirio” sulla distribuzione di Bose-Einstein, giusto per provare uno script per LaTeX e suggerire un suo utilizzo anche per blog non su piattaforma blogspot.

Eccoci arrivati ai commendevoli Rudi Matematici: il loro articolo più recente, proprio oggi disponibile, celebra il compleanno di quell’uomo con i baffi che in un anno cambiò il corso della fisica, non trascurando il ruolo avuto nella sua vita e nei suoi studi da una donna di nome Mileva, da un amico di nome Michele, da un precursore poco conosciuto di nome Olinto: Buon compleanno Albert!
Nel secondo articolo, la wasan, la matematica giapponese del periodo Edo e i Sangaku, le singolari forme di matematica incise su tavolette lasciate nei templi scintoisti, sono oggetto di una trattazione storico–matematica e l’occasione per proporre interessanti problemi ai lettori.
Un bel video del quartetto Cetra incorona il canonico articolo con la soluzione del problema pubblicato su Le Scienze: Il problema di Febbraio (498) – Mamma mia dammi cento lire, che riguarda collezioni fortuite di monete di diverso conio e probabilità di trovare vecchie banconote sfuggite alla distruzione. Voglio rassicurare gli autori e i lettori sul fatto che i grandissimi Cetra non sono “per vecchi”, ma fanno parte del patrimonio senza tempo della nostra cultura popolare.
Per il classico problema della matematica ricreativa, i Rudi stavolta propongono con il consueto brio Gatti, topi, ed errori (in macelleria), che pone l’attenzione su un errore semplice ma frequente nel problem-solving.
Concludo il discorso sui Rudi Mathematici (ora con la H) ricordando che è uscito il numero di marzo di RM, il n.134 (a proposito, ricordate di fare gli auguri a Rudy!).

Le segnalazioni di Giovanna Arcadu di Matematicamedie anche in questa occasione sono numerose. Se è consentita una nota personale, dico che è grazie al suo entusiasmo didattico che persino io ho cominciato ad avvicinarmi a Geogebra (indispensabili i suoi tutoriali). Parto proprio dagli articoli di didattica, compresi alcuni lavori dei suoi allievi:
Cerchi, “seme della vita” e …: dal disegno del seme della vita del tempio di Osiride ad Abydos a una serie di attività sui cerchi passanti per uno, due e tre punti.
Eratostene misura la circonferenza terrestre: dal procedimento del grande matematico greco al metodo del giardiniere per il disegno dell’ellisse.
La condizione di perpendicolarità: un’attività per scoprire la relazione tra i coefficienti angolari di due rette perpendicolari.
Perimetro di poligoni rettangoli: un’attività per il calcolo del perimetro dei poligoni inscrivibili in un rettangolo, con la scorciatoia… presente anche nel Perimetro di poligoni a scala.
Dall’inversa della potenza …: una relazione dei ragazzi sulle proprietà della radice quadrata e sui quadrati perfetti porta a un’attività in excel sulle proprietà dei numeri quadrati. Il seguito naturale dell’articolo è Da un numero quadrato sottraggo un numero quadrato.
Numeri “rettangoli” con Geogebra: una applet realizzata dai ragazzi sui numeri rettangolari.
8 marzo. Emma Castelnuovo è invece un omaggio, in occasione della Giornata (e non festa!) della Donna, alla grande ricercatrice e innovatrice della didattica della matematica in Italia, con videointervista e lettura.

Geogebra è lo strumento privilegiato per realizzare curve ed articoli come Valentino matematico, dedicato alle curve d’amore (cardiodi, concoidi, ecc.) con cui disegnare cuori e batticuori, e Dinostrato e la quadratrice (di Ippia), che riprende un articolo sulla trisettrice di Ippia per illustrare come questa antica curva può servire per la quadratura del cerchio.

Infine Giovanna celebra il Pi day con tre segnalazioni: Come si calcola pi greco dimostra come si può avvicinare il valore di π per successive approssimazioni, aumentando il numero dei lati dei poligoni regolari inscritti in una circonferenza; Il problema della quadratura del cerchio prosegue l’articolo precedente, informando come un problema irrisolvibile (la quadratura del cerchio con riga e compasso) abbia portato alla ricerca di valori sempre più precisi del nostro festeggiato; Attorno a pi … Connessioni e sequenze tratta di come π sia progressivamente uscito dall’ambito strettamente geometrico entrando in molti campi matematici, nella statistica e nella fisica, antica e moderna. Certamente Giovanna celebra il π in modo degno, diversamente dall’autore di questa quartina maltusiana:

Il pi greco è quella cosa
che s’impara in geometria,
chi vuol essere lieto sia
perché oggi è la sua fest.

Efficiente, poliedrica, attivissima, anche Annarita Ruberto tiene alta la bandiera delle donne in questo Carnevale, con numerose segnalazioni da Matem@ticaMente. Anche per lei incomincio con gli articoli di didattica della matematica.
Rette Parallele Tagliate Da Una Trasversale E Test Online presenta un'applet multipla di GeoGebra sugli angoli formati da due rette parallele tagliate da una trasversale. Si può interagire con il foglio dinamico e svolgere alla fine un test online.
Una Verifica Del Teorema Di Viviani, un'applet per verificare numericamente il teorema di Viviani trattato da Maurizio Epifani nell’articolo che sopra ci ha segnalato. L’argomento è affrontato anche dal punto di vista geometrico in Dimostrazione Grafica Del Teorema Di Viviani, un'applet multipla con la dimostrazione grafica del teorema relativamente al triangolo equilatero.
Un Importante Problema Di Equiestensione: Il Teorema Di Pitagora utilizza un'applet multipla con due fogli dinamici per presentare prima la relazione pitagorica come un problema di equiestensione e poi per verificare il teorema dal punto di vista numerico.
Il Problema Del Sepolcro Di Diofanto propone agli allievi un problema interessante nell’ambito della trattazione delle equazioni di 1° grado in una sola incognita: determinare la durata della vita di Diofanto a partire dall'epigramma che figura sul suo sepolcro, composto in forma di esercizio matematico.

A proposito di sepolcri, lo sapevate che Riemann è sepolto in Italia (articolo in francese)?

Come articoli di divulgazione Annarita invia innanzitutto La Matematica Di Google, il 1° video di "Math Inside", la matematica nella vita di tutti i giorni, un lodevole progetto di Maddmaths!, SIMAI e UniRomaTv. L’articolo segnala anche il convegno su Matematica e Cultura 2010 che si terrà a Venezia dal 26 al 28 marzo prossimi.
Celebrating Pi Day, oltre a parlarci della ricorrenza odierna, ci addita il sogno americano, riportando la Risoluzione H.RES.224 della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, con la quale il 14 marzo viene riconosciuto come giornata ufficiale per celebrare π e si invitano i docenti a vivere il Pi Day come occasione per “incoraggiare i giovani verso lo studio della matematica”. Direbbe Lucio Dalla “Ma l’America è lontana, dall’altra parte della Luna”

Infine Annarita invia i link a una serie di risorse: Archimede (da Wikisource) il testo scritto dal matematico e storico della scienza Antonio Favaro (1847–1922) e pubblicato nel 1923, Storie Di Numeri Di Tanto Tempo Fa - Capitolo 5, il quinto capitolo, tradotto in italiano per Matem@ticaMente, dal pdf ebook di David Eugene Smith Number Stories of long ago, del 1919, La scienza di Talete, un pdf scaricabile gratuitamente dal sito di GioiaMathesis per una lettura piacevole e istruttiva, Playground Of Mathematics - Il Parco Della Matematica, un'ottima risorsa gratuita per la scuola primaria creata da Dimitar Spassov, che può risultare un valido strumento ludico-didattico: l’ottimo Maestro Alberto ha curato la traduzione del sito in lingua italiana.

Come l’etichetta e il bon ton suggeriscono, le ultime segnalazioni riguardano il padrone di casa. Questo mese Popinga consiglia di leggere La principessa Hoppy, una favola matematica, che parte dalla fiaba postmoderna dello scrittore oulipiano Jacques Roubaud, basata su numerose restrizioni formali prese dalla matematica, per illustrare alcuni concetti relativi alle relazioni tra gli elementi in un insieme o appartenenti a insiemi diversi.
Soluzione del Paradosso è uno “spettacolo per marionette filosofiche” scritto dal fisico quantistico Abner Shimony: si tratta di una versione surreale del paradosso della dicotomia di Zenone, che si conclude con l’intervento risolutivo di un leone.
Anche Bollettino mereologico è un piccolo gioco ai confini con la filosofia: uno schema enigmistico è il pretesto per parlare della mereologia, la branca della logica e dell’ontologia che cerca di investigare il rapporto tra la parte e l’intero, anche dal punto di vista formale.
Infine Cavazzoni e i numeri è un esilarante testo sui numeri in letteratura tratto da Il limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni, il “trattato comico” in cui lo scrittore emiliano esplora il concetto di fantasticazione, matrice di ogni celestiale bellezza e di ogni nefandezza artistica.

Ho finito e vi ringrazio per essere arrivati fin qui. Concludo ricordando che saranno gli amici di Gravità Zero ad ospitare il Carnevale n. 24 del prossimo 14 aprile. Saremo in piena primavera, stagione che ispira il relax anche a soggetti impensati:

Sotto i fiori di un cespuglio ornamentale
oziava un ∃ (quantificatore esistenziale).
Sdraiato sull’erba
risolveva un cruciverba
con le lettere scritte al contrario del normale.