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lunedì 28 luglio 2014

Alcune oche



Some Geese


Ev-er-y child who has the use 
Of his sen-ses knows a goose. 
See them un-der-neath the tree 
Gath-er round the goose-girl's knee, 
While she reads them by the hour 
From the works of Scho-pen-hau-er 

How pa-tient-ly the geese at-tend! 
But do they re-al-ly com-pre-hend 
What Scho-pen-hau-er's driv-ing at? 
Oh, not at all; but what of that? 
Nei-ther do I; nei-ther does she; 
And, for that mat-ter, nor does he. 


                                        Oliver Herford. 


Alcune oche

Ogni bambino che impara e gioca 
di certo sa che cosa sia un’oca. 
Le vede sotto l’albero, riunite a crocchio
intorno a mamma oca che in ginocchio, 
legge loro, un brano all’ora, 
i testi di Schopenauer che adora. 

Come le ochette ascoltan con pazienza! 
Ma capiscono da questa conferenza 
dove Schopenauer va a parare? 
Oh, per nulla! Quindi, come spiegare? 
Neppure io lo so, l’oca nemmeno, 
e neanche il filosofo che stava sul Meno.

giovedì 24 gennaio 2013

Il ragazzo stava sul ponte in fiamme


Sul New Monthly Magazine comparve nel 1826 una poesia dalla metrica della ballata composta da Felicia Dorothea Hemans, intitolata Casabianca. La prima quartina era: 

The boy stood on the burning deck 
Whence all but he had fled; 
The flame that lit the battle's wreck 
Shone round him o'er the dead. 

Il ragazzo stava sul ponte che bruciava
Da cui tutti tranne lui erano scappati; 
La vampa che accese il relitto brillava 
Intorno a lui e sui morti ammazzati. 

La poesia ricorda un episodio divenuto leggendario della spedizione napoleonica in Egitto, avvenuto nel 1798 sul veliero francese Orient durante la battaglia del Nilo. Il ragazzino Giocante, figlio del comandante della nave Louis de Casabianca, rimase eroicamente al suo posto e morì quando le fiamme fecero esplodere il deposito di munizioni. Alcune testimonianze, peraltro molto dubbie, riferirono persino che egli incendiò di proposito la santabarbara affinché la nave non venisse catturata dagli inglesi. 

Un simile esempio di abnegazione filiale e patriottica, celebrato in una poesia dalla metrica che favoriva l’apprendimento a memoria, non sfuggì agli educatori e pedagoghi anglosassoni di epoca vittoriana, al punto che Casabianca divenne una delle opere fondamentali e inamovibili dei libri di testo delle scuole elementari britanniche e americane per circa un secolo a partire dal 1850. The boy stood on the burning deck e almeno la prima quartina fanno ancora parte della memoria collettiva delle generazioni più anziane di quella parte del mondo. 

Successo e diffusione capillare suggeriscono inevitabilmente la nascita di parodie. Dalla poesia sono nate in un secolo e mezzo caricature di ogni tipo e genere, spesso ascrivibili al nonsense, di autori noti e più spesso anonimi, come quelle che qui presento nel mio adattamento: 

The boy stood on the burning deck 
Eating peanuts by the peck; 
His father called him, he wouldn’t go, 
Because he loved the peanuts so. 

Il ragazzo stava sul ponte in fiamme 
Mangiando noccioline nel bailamme; 
Lo chiamò il papà, ma non andò: 
Di noccioline ce n’era un bel po’.

(anonimo, trovato su The Everyman Book of Nonsense Verse, Children’s Classics, Alfred A. Knopf, 2004) 


The boy stood on the burning deck, 
His feet were full of blisters; 
The flames came up and burned his pants, 
And now he wears his sister’s. 

Il ragazzo stava sul ponte in fiamme 
I suoi piedi una carbonella; 
Le fiamme gli bruciarono i calzoni, 
E ora porta quelli di sua sorella. 

(anonimo, trovato su The Everyman Book of Nonsense Verse, Children’s Classics, Alfred A. Knopf, 2004) 


The boy stood on the burning deck, 
The flames 'round him did roar; 
He found a bar of Ivory Soap 
And washed himself ashore. 

Il ragazzo stava sul ponte che bruciava
Intorno a lui il fuoco ruggiva; 
Trovò un pezzo di sapone galleggiante* 
E si lavò quando giunse a riva. 

* Ivory Soap era un marchio di una linea di prodotti della Procter & Gamble, che comprendeva anche bianche saponette profumate che erano riempite di bollicine d’aria in modo da poter galleggiare. 

(anonimo, pubblicato da Martin Gardner in Best Remembered Poems, Dover Publications, 1992) 

The boy stood on the burning deck 
His lips were all a-quiver 
He gave a cough, his leg fell off 
And floated down the river. 

Il ragazzo stava sul ponte in fiamme 
Le sue labbra tutte tremolanti. 
Un colpo di tosse, le gambe molli, 
E cadde nelle onde circostanti.

(Eric Morecambe)

giovedì 26 luglio 2012

Dimmi di Old King Cole (e di Kirkman)

Dimmi di un vecchio re britanno, alleato dei Romani, che i gallesi chiamano Coel Hen (Coel il Vecchio), forse vissuto ai tempi di Diocleziano, quindi prima ancora dell’Artù storico. 

Dimmi della leggenda che vuole il vecchio Coel padre di Elena, che sposò Costanzo Cloro e nel 272 mise alla luce Costantino il Grande (anche per gli appellativi è questione di punti di vista). 

Dimmi della vecchia Nursery Rhyme intitolata Old King Cole, che narra di un re godereccio che chiedeva la sua pipa, o il suo flauto (pipe), la sua tazza (bowl) e i suoi tre suonatori di violino (fiddlers three). 

Dimmi della prima versione a stampa, pubblicata da William King nelle Useful Transactions in Philosophy nel 1708–9: 

Good King Cole, 
And he call'd for his Bowle, 
And he call'd for Fidler's three; 
And there was Fiddle, Fiddle, 
And twice Fiddle, Fiddle, 
For 'twas my Lady's Birth-day, 
Therefore we keep Holy-day 
And come to be merry. 

Dimmi della versione più recente e popolare, che fa così: 

Old King Cole was a merry old soul 
And a merry old soul was he; 
He called for his pipe, and he called for his bowl 
And he called for his fiddlers three. 
Every fiddler he had a fiddle, 
And a very fine fiddle had he; 
Oh there's none so rare, as can compare 
With King Cole and his fiddlers three.

 

Dimmi di un meraviglioso cantante e pianista afroamericano che si chiamava Nathaniel Coles, ma fu presto chiamato Nat King Cole per la sua bravura. 

Dimmi di un gruppo musicale che si chiamava Genesis, che pubblicò nel 1971 un fantastico album intitolato Nursery Cryme, che citò Old King Cole in una sua canzone, The Musical Box: 

Play me Old King Cole 
That I may join with you, 
All your hearts now seem so far from me 
It hardly seems to matter now. (…)

 

Dimmi ancora, dimmi di un altro grande gruppo di quei fantastici anni ’70, i Queen, che parodiarono il povero Old King Cole e lo fecero diventare il Great King Rat di una loro immatura canzone (e titolo dell’album omonimo del 1973): 

Great King Rat was a dirty old man 
And a dirty old man was he 
Now what did I tell you 
Would you like to see?

 

Dimmi, poi, dimmi di Thomas Penyngton Kirkman (1806-1895), matematico inglese esperto in combinatoria e nella teoria dei gruppi, Kirkman di nome e di fatto, dato che era un pastore anglicano. Dimmi la poesia che pubblicò intorno al 1862 sull'Educational Times, un mensile londinese dedicato ai giochi e ai problemi matematici. Dimmi dei versi all'antica di The Revenge of Old King Cole che introducevano un problema combinatorio: 

"Full oft ye have had your fiddler's fling, 
For your own fun over the wine; 
And now"quoth Cole, the merry old king, 
"Ye shall have it again for mine. 
My realm prepares for a week of joy 
At the coming of age of a princely boy - 
Of the grand six days procession in square, 
In all your splendour dressed, 
Filling the city with music rare 
From fiddlers five abreast," (...) 

Dimmi infine del problema nascosto nei versi, delle 25 persone in marcia sistemate in cinque file il lunedì. Il martedì la seconda colonna si sposta di un posto verso l’alto, la terza colonna di due posti, la quarta di tre posti e la quinta di quattro posti. La stessa regola si applica per i giorni successivi, fino al venerdì: in nessuna delle disposizioni così costruite le stesse due persone si trovano nella stessa fila. La regola però non funziona più il sabato, così si è costretti a una disposizione speciale pur di fare in modo che due persone condividano la stessa fila in giorni sempre diversi. 

Dimmi adesso la soluzione: qual è la disposizione del sabato? 

Almeno questa, lettore, dimmela tu.