sabato 25 ottobre 2014

Binario morto



Come ero solito dire,
la rivoluzione capita difficilmente a quelli di una certa età, 
perchè hanno viaggiato 
sullo stesso vecchio binario troppo a lungo 
e così, quando lo scambio sornione arriva, 
loro perdono l'occasione
e prendono il binario sbagliato 
mentre l'allegro ultimo vagone svolazza via
e il conduttore del vapore non riconosce
gli slogan di un tempo
e i vecchi corrono sullo sperone rossiccio 
che termina nell'erba morta dove 
giacciono 
manifesti di Lenin e brande arrugginite 
e vecchie lame di rasoio e materassi ammuffiti 
e tessere del partito e Che Guevara
e la linea si interrompe 
proprio là, 
anche se le traversine proseguono per un po' 
e gli anziani dicono a se stessi
Bene, 
questo dev'essere il posto 
dove dovremmo distenderci, 
e lo fanno,
mentre il luminoso convoglio procede sbandando 
su un'alta 
collina, 
i suoi finestrini pieni di nuove bandiere e innamorati 
con fiori, 
i lunghi capelli fluenti 
e tutti loro che ridono e ondeggiano,
e sorridendo 
sussurrano l'un l'altro 
e scrutano e 
si chiedono che cosa 
sia 
quel cimitero dove finiscono i binari
con tutte quegli stracci rossi
e sogni
a brandelli.

Basata su una poesia di A CONEY ISLAND OF THE MIND di Lawrence Ferlinghetti, 1958 

5 commenti:

  1. Il tempo soggetivo non e' quasi mai il tempo storico.Nella storia non vi sono binari morti

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  2. Caro Popinga,
    sebbene io penso (sì, ci vorrebbe il congiuntivo ma dopo perdo l'assonanza col mio nick) che tu debba essere meno stitico nel rispondere ai commenti, ove non si capisce se perché vuoi fare il prezioso (il Maestro riceve il terzo lunedì dalle ore alle ore), o se perché non te ne cale una fava, ma poi nemmeno perché se no uno non si sminchia a tenere un blog bello tosto come il tuo, a scrivere poesie e pamplé etc. ché gli scrittori son tutti edonisti, anzichenò.

    Quindi, il treno di Kandiski è orrendo - che uno si chiede come mai un imbrattatele tale possa aver tanto successo - però bello se pensi che l'ha dipinto tuo nipote di anni 7, ma la poèsia è bella in quanto nichilista.

    La vita nostra null'altro è che "La vanité de toute chose", e tenendo questo sempre presente, ogni binario morto lo sistemiamo con un allegro ridacchiare.

    Eh?! ci hai dei lettori intelligentissimi o no?! Sei orgoglione?
    Ciao
    yop

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  3. Caro Popinga, rubo l'idea da una conferenza ascoltata ieri.

    Il colpo di fucile di Pontecchio.

    Quel colpo di fucile annunciava la nascita della radiofonia, ovvero dell'utilizzo delle onde elettromagnetiche.
    Ora per uno come me nato acavallo tra valvole e transistror discreti, in pensione con i tera bit, e' stato facile comprendere la metafora....le onde elettromagnetiche ...ipotizzate da Maxwell matematicamente, con le celebri equazioni , dimostrate da Hertz, senza contare tutti I predeccesori a partire dallo strofinio della'ambra di cqui parlavano gia' quei buontemponi di scansafatiche perdigiorno di greci....

    Orbene senza farla tanto lunga ..quel colpo di fucile annunciava l'avvio di un percorso che mi porta qui a scrivere sul tuo Blog....certo c'e' voluto del tempo...GIA IL TEMPO..
    Metafora per il colpo di cannone dellIncrociatore Aurora a Pietroburgo..ci vuole del tempo, quando le idee sono giuste e magari qualche sbaglio di propsettiva individuale...ma poi si arivamagari ai Penta bit, magari il treno fa delle curve, ma aala fine arriva alla stazione..e pazienza se noi non siamo piu' vagoni nel frattempo

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  4. Caro Yop, su Kandinsky non sono d'accordo. Sul fatto di avere lettori intelligentissimi, particolarmente dalla Svizzera, non ci piove. Non faccio l'esegesi della poesia perché mi è venuta così, leggendo quella di Ferlinghetti che, invece che di rivoluzione, parlava dell'amore.

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  5. Caro Caino, la risposta è nel tuo primo commento. Sul piano personale, individuale, ora mi sento su un binario morto. Su un piano storico, collettivo, continuo a pensare che il treno proceda, magari con vagoni diversi, e che prima o poi raggiunerà la meta, perché DEVE essere così.

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