sabato 31 gennaio 2009

Riflessioni su un granello di polvere


Noi riuscimmo a fare questa fotografia (1), e, se tu la guardi, tu vedi un puntino.
Quello è qui! Quella è la nostra casa! Quello è noi!
Su di esso, tutti quelli di cui sei venuto a sapere, ogni essere umano che ci sia mai stato,
tutti hanno vissuto là. L’insieme di tutte le nostre gioie e sofferenze, migliaia di religioni,
ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e allevatore, ogni eroe e codardo,
ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e contadino, ogni giovane coppia innamorata,
ogni bambino pieno di speranza, ogni madre e padre, ogni inventore ed esploratore,
ogni moralista, ogni politico corrotto, ogni divo, ogni duce supremo,
ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie vissero là,
su un granello di polvere sospeso in un raggio di Sole.

La Terra è un palcoscenico molto piccolo in un’enorme arena cosmica.
Pensa ai fiumi di sangue versati da tutti i generali ed imperatori affinché in gloria e trionfo
loro potessero divenire i padroni momentanei di una frazione di un puntino.
Pensa alle crudeltà senza fine degli abitanti di un angolo del puntino
sugli abitanti di un altro angolo appena distinguibile del puntino.
Così frequenti i loro malintesi, così ansiosi sono di uccidersi l'un l'altro,
così fervente il loro odio.
La nostra presunzione, la nostra immaginata auto-importanza,
la nostra illusione di avere una posizione privilegiata nell'Universo,
sono sfidate da questo puntino di luce pallida.

Il nostro pianeta è una macchiolina solitaria avvolta nel grande buio cosmico.
Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è suggerimento d’aiuto
che verrà da altrove a salvare noi da noi stessi.
Si dice che l'astronomia insegna la modestia
e io aggiungo che è un’esperienza che costruisce il carattere.
Io penso che non c’è forse nessuna migliore dimostrazione
della follia della presunzione umana che questa immagine da lontano
del nostro piccolo mondo.
Secondo me, essa sottolinea la nostra responsabilità
di avere più gentilezza e compassione l'un con l'altro
e di preservare e curare teneramente quel pallido puntino blu,
l'unica casa che noi abbiamo mai conosciuto.

(1) La fotografia sopra riprodotta fu scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1.


Reflections on a Mote of Dust

We succeeded in taking that picture [from deep space], and, if you look at it, you see a dot.
That's here. That's home. That's us.
On it, everyone you ever heard of, every human being who ever lived,
Lived out their lives. The aggregate of all our joys and sufferings, thousands of confident religions,
Ideologies and economic doctrines, every hunter and forager, every hero and coward,
Every creator and destroyer of civilizations, every king and peasant, every young couple in love,
Every hopeful child, every mother and father, every inventor and explorer,
Every teacher of morals, every corrupt politician, every superstar, every supreme leader,
Every saint and sinner in the history of our species, lived there
On a mote of dust, suspended in a sunbeam.

The earth is a very small stage in a vast cosmic arena.
Think of the rivers of blood spilled by all those generals and emperors so that in glory and in triumph
They could become the momentary masters of a fraction of a dot.
Think of the endless cruelties visited by the inhabitants of one corner of the dot
On scarcely distinguishable inhabitants of some other corner of the dot.
How frequent their misunderstandings, how eager they are to kill one another,
How fervent their hatreds.
Our posturings, our imagined self-importance,
The delusion that we have some privileged position in the universe,
Are challenged by this point of pale light.

Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark.
In our obscurity -- in all this vastness -- there is no hint that help
Will come from elsewhere to save us from ourselves.
It is up to us. It's been said that astronomy is a humbling,
And I might add, a character-building experience.
To my mind, there is perhaps no better demonstration
Of the folly of human conceits than this distant image
Of our tiny world.
To me, it underscores our responsibility
To deal more kindly and compassionately with one another
And to preserve and cherish that pale blue dot,
The only home we've ever known.


Devo questo articolo alla cortesia dell’astronomo Bruno Moretti Turri (IK2WQA), che mi ha consentito di riprodurre una pagina del sito SETI ITALIA - Team G. Cocconi, con la sua traduzione delle bellissime parole di Carl Sagan (1934 - 1996) che costituiscono una parte di Reflections on a Mote of Dust (1996), purtroppo non ancora comparso in italiano.

L’autore è stato uno dei più importanti astronomi del XX secolo, astrochimico, divulgatore di astronomia, astrofisica e di scienza in generale, oltre che scrittore di fantascienza. Tra i fondatori dell’esobiologia, la disciplina scientifica che si occupa della ricerca della vita nello spazio, dall'individuazione dei prerequisiti per la sua nascita, ai possibili ambienti per la sua evoluzione e il suo mantenimento, Sagan ha collaborato a dare vita al Progetto SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), dedicato alla ricerca di vita intelligente nell’universo.

Grande interesse merita la sua opera Il Mondo infestato dai demoni - La scienza e il nuovo oscurantismo, (Baldini & Castoldi, Milano, 1997), testo di divulgazione scritto con lo scopo di spiegare l'essenza del metodo scientifico e di incoraggiare al pensiero critico e scettico, il solo sistema per capire, ragionare e riconoscere fra argomenti validi e non validi, per distinguere ciò che è un fenomeno scientifico da ciò che invece è una superstizione, una frode, un credo religioso o una pseudoscienza. Il Mondo infestato dai demoni rappresenta una sorta di testamento spirituale, in cui Sagan mette in guardia l’umanità contro il diffondersi di nuove credenze irrazionali che possono mettere in pericolo la nostra libertà.

6 commenti:

  1. Complimenti. Sagan è stato senza dubbio una delle menti più interessanti del XX secolo.
    Meriterebbe di essere più ricordato.
    Ma, almeno in Italia, ha un difetto: è stato uno scienziato
    Purtroppo mentre la letterautra e le arti visive vivono della loro storia, la scienza no. Faccio un esempio: a Firenze a poco più di 20 anni dalla sua morte, quanti studenti di geologia sanno chi è stato Giovanni Merla,per esempio.
    Un altro esempio: muore un regista teatrale che conoscevano quattro gatti, ma la notizia "passa" sui TG. Mai sentita una cosa del genere per uno scienziato...
    Ecco, io renderei obbligatorio all'università l'insegnamento di storia della scienza. Anche per far capire agli studenti "cos'è" veramente la scienza.

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  2. bel post e soprattutto bello il ricordo di Sagan, una delle menti più interessanti del XX secolo!

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  3. http://cmdxbdpq.blogspot.com/search?q=granello&updated-max=2008-11-10T08:34:00-08:00&max-results=20

    ( 10/11/2008 ) cmd x bdpq(aeiou)°° ... lol

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  4. bdpq (aeiou)°°: The lunatic is in my head. The lunatic is in my head. You raise the blade, you make the change. You re-arrange me 'til I'm sane. You lock the door And throw away the key. There's someone in my head but it's not me.

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  5. Anche io sono affascinato dal lato oscuro del reverendo Moon.

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  6. The black side of the Moon è Mons Milingo, l'altissimo rilievo di origine tettonica invisibile dalla Terra.

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