giovedì 6 agosto 2009

6 agosto: Neruda e Hiroshima



Ode all'atomo
(Pablo Neruda)

Piccolissima
stella
sembravi
per sempre
sepolta,
e nel metallo, nascosto,
il tuo diabolico
fuoco.
Un giorno
bussarono
alla tua minuscola
porta:
era l'uomo.
Con una
scarica
ti liberarono,
vedesti il mondo,
uscisti
nel giorno,
percorresti
città,
il tuo gran fulgore arrivava
a illuminare le esistenze,
eri
un frutto terribile
d'elettrica bellezza,
venivi
a affrettare le fiamme
dell'estate,
e allora
giunse
armato
d'occhiali di tigre
e armatura,
con camicia quadrata,
con sulfurei baffi
e coda di porcospino,
giunse il guerriero
e ti sedusse:
dormi,
ti mormorò,
avvolgiti tutto,
atomo, che sembri
un dio greco,
una primaverile
modista parigina,
adagiati
sulla mia unghia,
entra in questa cassettina,
e allora
il guerriero
ti mise nel suo gilè
come se fossi soltanto
una pillola
nordamericana,
e se ne andò per il mondo
e ti lasciò cadere
a Hiroshima.

Ci svegliammo.
L'aurora
si era consumata.
Tutti gli uccelli
caddero calcinati.
Un odore
di feretro,
di gas delle tombe,
tuonò per gli spazi.
Ascese orrenda
la forma del castigo
sovrumano,
fungo cruento, cupola,
gran fumata,
spada
dell'inferno.
Ascese bruciante l'aria
e si sparse la morte
a onde parallele,
e raggiunse
la madre addormentata
col suo bambino,
il pescatore del fiume
e i pesci,
la panetteria
e i pani,
l'ingegnere
e i suoi edifici,
tutto fu polvere
che mordeva,
aria assassina.
La città
sgretolò i suoi ultimi alveoli,
cadde, cadde d'un tratto,
demolita,
fradicia,
gli uomini
furono d'improvviso lebbrosi,
afferravano
la mano dei figli
e la piccola mano
rimaneva nella loro.

Così, dal tuo nascondiglio,
dal segreto
manto di pietra
dove il fuoco dormiva,
ti trassero,
scintilla accecante,
luce rabbiosa
per distruggere le vite,
per infestare lontane esistenze,
sotto il mare,
nell'aria,
sulle spiagge,
nella più remota
ansa dei porti,
per cancellare
i semi,
per assassinare i germi,
per ostacolare la corolla,
ti destinarono, atomo,
a lasciare rase al suolo
le nazioni,
a tramutare l'amore in nera pustola,
a bruciare cuori ammonticchiati,
ad annebbiare il sangue.

Oh folle scintilla,
ritorna
nel tuo sudario,
sotterrati
nei tuoi strati minerali,
torna ad essere pietra cieca,
non dar retta ai banditi,
corrotti invece
alla vita, all' agricoltura,
soppianta i motori,
stimola l' energia,
feconda i pianeti.
Non hai più
segreti
cammina
in mezzo agli uomini
senza maschera
terribile
affrettando il passo
e propagando
i passi della frutta
separando
montagne,
raddrizzando fiumi,
e fecondando,
atomo,
straboccata
coppa
cosmica,
torna
alla pace del grappolo,
alla velocità della gioia,
torna al recinto
dalla natura,
mettiti al nostro servizio,
e anziché le ceneri
mortali
della tua maschera,
anziché gli inferni scatenati
della tua collera,
anziché la minaccia
del tuo terribile chiarore, dacci
la tua sussultante
indocilità
per il bene dei cereali,
il tuo magnetismo sfrenato
per fondare la pace fra gli uomini,
e così non sarà inferno
la tua luce abbacinante,
ma solo felicità,
mattutina speranza,
contributo terrestre.

8 commenti:

  1. Pop,
    che dire, stupenda.
    Grazie per averla ricordata. E per la memoria...
    ciao,
    g

    RispondiElimina
  2. l'importante è che qualcuno ce lo ricordi di tanto in tanto, che l'atomo ha delle problematiche da non sottovalutare

    RispondiElimina
  3. L'olocausto nucleare è il risultato dell'azione di guerra più vigliacca che io conosca. Ancora oggi, per gli americani bombardare è come per un adolescente masturbarsi.
    Vorrei ricordare ora i bombardamenti di Messina nella seconda guerra mondiale, essi furono quasi tremila in otto mesi ed il motivo di tanto accanimento si deve al terremoto del 1908. Dopo il terremoto, infatti, le case furono ricostruite con criteri antisisma, ma si dà il caso che tali criteri fossero in un certo senso anche anti-bomba, almeno per quello che riguarda le strutture, e così, benché tetti e solai fossero crollati, dalle fotografie aeree risultava sempre che i bombardamenti non avevano sortito effetti, ed ecco perché gli americani bombardarono e bombardarono. Addirittura i bombardamenti erano così massicci che gli aerei si disponevano su più piani, tant'è che alcuni aerei dei piani più in basso furono abbattuti dalle bombe sganciate da quelli che volavano più in alto. Spesso chi è molto forte non è altrettanto intelligente.

    Colapesce

    RispondiElimina
  4. Di Messina proprio non sapevo.

    RispondiElimina
  5. L'atomo ha delle problematiche da non sottovalutare? Direi piuttosto che è l'uomo (quello contemporaneo) ad avere serissime problematiche da non sottovalutare!

    RispondiElimina
  6. io cerco a parafrasi a potiti mettere

    RispondiElimina
  7. mi serve la parafrasi

    RispondiElimina
  8. Parafrasi: Neruda parla in questa poesia del ricordo di una sorella andata suora.

    RispondiElimina