domenica 11 ottobre 2009

La scienza dilettevole (1)


I fiammiferi ghiotti

Allorché si chiamano i fanciulli per lavar loro la faccia, molti d'essi non manifestano, per questa operazione, verun entusiasmo, e alcuni, anzi, se la svignano o si nascondono alla vista del sapone e della catinella. Ma quando presentiate loro un pezzetto di zucchero, ecco che li vedete accorrere tutti volonterosi e presto.

L'esperienza seguente vi permetterà di mostrar loro che essi non sono soli ad operare in quel modo, e che anche i fiammiferi seguono il loro cattivo esempio!

Vi è facile di convincerli mettendo alcuni fiammiferi sull'acqua contenuta nella catinella.

Disponeteli a foggia di stella, gli uni accosto agli altri, e, nel centro di quella stella, immergete nell'acqua un pezzettino di sapone tagliato a punta, che vedrete tutti i vostri fiammiferi andarsene via issofatto, allontanandosi bruscamente come se il sapone facesse loro orrore.

Si tratta ora di riavvicinarli, e a tal uopo occorre valersi del mezzo da me indicato più sopra per richiamare i piccoli fuggiaschi: presentate loro un pezzetto di zucchero che voi immollate nell'acqua, e vedrete tutti i vostri solfanelli precipitarvisi sopra rapidamente (1). Potete sostituire ai fiammiferi dei pezzettini di legno che abbiano la forma di pesciolini, affine di rendere l'esperienza più attraente.

(1) Tutto avviene alla superficie dei liquidi come se fossero ricoperti d'una membrana elastica esilissima, la cui forza di contrazione varia colla natura del liquido.

Il pezzo di sapone, sciogliendosi in mezzo ai fiammiferi diminuisce l'elasticità della membrana interna e i fiammiferi cedono alla trazione esterna. Si ha in ciò un fenomeno di capillarità che dimostra l'esistenza di ciò che si chiama in fisica la tensione superficiale dei liquidi, su cui non possiamo qui insistere.

L'ascensione dell'acqua nello zucchero determina una corrente che va dagli orli della catinella verso lo zucchero; e questa corrente riconduce i fiammiferi in mezzo alla catinella.

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La scienza dilettevole di Tom Tit, pseudonimo di A. Good, fu tradotta e pubblicata a dispense poi raccolte in volume dall'editore milanese Sonzogno dopo il 1890.

Come analoghe opere di divulgazione per la gioventù (…), tutte figlie delle famose Ricreazioni matematiche e fisiche del matematico seicentesco Ozanam, essa raccoglie 206 esperimenti scientifici di fisica e di geometria pratica, introdotti e illustrati dalle vignette di Louis Poyet.

Delineate con la perentoria minuzia e l'ipnotica persistenza che hanno le sequenze di immagini dei cataloghi di vendita per corrispondenza, queste vignette si affacciano su un universo domestico ed ebdomadario nel quale, turaccioli di sughero, chiavi, monete, temperini, bicchieri di cristallo, tazzine di porcellana decorata, bottiglie a molti usi e zolfanelli ubbidienti come soldatini, mimano, in vertiginosi e promiscui bilanciamenti, l'auspicato equilibrio fra progresso scientifico e sociale.

Esplicitata dalla suggestiva quanto delirante gratuità di taluni esperimenti, nonostante la complessiva opzione pedagogica che risulta dalla somma delle nozioni scientifiche impartite nel testo, la parentela che questi «esperimenti scientifici» hanno con la prestidigitazione, è teatralmente confermata in ambito iconografico. Nelle illustrazioni, infatti, l'insistita decontestualizzazione degli oggetti, che includono il demiurgico e onnipresente mezzo avambraccio con la mano che sporge dal polsino candido, è favorita dalla tecnica incisoria che ne amplifica gli effetti stranianti o irresistibilmente umoristici nel contrasto fra la secchezza di una incisione giocata su sapienti invenzioni di luce che accentuando i bianchi e neri sembra anticipare soluzioni Pop, e la ricorrente spia di un décor fine secolo.

(...) Monumento a un'ingegnosità casalinga e a buon mercato che doveva intrattenere ammaestrando, la realizzazione dei suoi pirotecnici esperimenti richiede tuttavia una manualità sofisticata, più da adulto specializzato che da ragazzo, così da indurre ragionevolmente a pensare che, anche all'epoca, il Tom Tit non andasse assunto come concreta proposta operativa, ma come propedeutico baedeker a un utopico «paese della scienza ».

(dalla prefazione di Paola Pallottino alla ristampa dell’opera, pubblicata nella collana “Le strenne del bibliofilo” da Longanesi & C., Milano, 1982. L’ho comprato oggi alla manifestazione Vecchi libri in piazza, che si tiene ogni seconda domenica del mese, da settembre a giugno, nei dintorni di Piazza Diaz a Milano: tornerò a utilizzarlo per sottoporre al lettore qualcuno degli esperimenti più divertenti)

6 commenti:

  1. Oggi non voglio più tranciare alcunché, anzi il post mi è piaciuto e domani provo(1), se trovo una catinella.
    Ma c'è ben altro: da piccolo ero chissà come venuto in possesso di un foglio (non un libro o dispensa, un foglio) che illustrava la tensione superficiale con catino, acqua, sapone e lametta da barba. Mi sono tagliato, della serie "cosa {si fa} / {non si deve fare} per la scienza. Se trovo una lametta da barba domani rifaccio anche questo, possibilmente senza tagliarmi.

    1) sono cosciente che la frase è zoppica ma non so fare di meglio, dovrei avere dei modelli, quelli che si acquisiscono leggendo i classici (i tomi grossi).(2)
    2) anche questa proposizione si presta a contestazioni.

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  2. Molto carino, Pop! Lo segnalo su Scientificando se non ti dispiace...

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  3. io io io!!! :-)
    L'ho comperato anche io il Tom Tit (su Ebay, la versione originale)

    Sono un appassionato di questi libri. Se ti interessa L'Ozanam si trova completo, digitalizzato, sul web. Sia in francese che in inglese :)

    ciao Dario

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  4. Dario, grazie della visita! Ho in serbo una chicca che non so se trova dai librai, perché l'ho ereditata dal mio bisnonno paterno. Di più non dico...

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  5. ciao Pop
    a me fanno impazzire anche quei disegni, sono dei bianco e nero fantastici. Una volta in libreria ho visto un volume pieno zeppo di questi disegni d'annata: straordinario.
    Bye
    (Perchè da me Bressanini non viene? ;) vorrà pur dire qualcosa! Bravo Pop!

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